Kamchatka inghiottita dalla neve

La penisola della Kamchatka, nell’estremo oriente della Russia, è alle prese con una delle peggiori ondate di maltempo invernale degli ultimi decenni. Da lunedì 12 gennaio una serie di potenti cicloni dal Mare di Okhotsk ha provocato nevicate eccezionali, con accumuli che in alcune zone hanno raggiunto diversi metri di altezza, arrivando fino ai piani alti degli edifici.

Petropavlovsk-Kamchatsky paralizzata: strade e quartieri isolati.
Nella capitale regionale Petropavlovsk-Kamchatsky la situazione è critica:
strade trasformate in canyon di neve, trasporti pubblici sospesi, scuole chiuse, quartieri completamente isolati.

Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza per accelerare le operazioni di sgombero neve. Sui social circolano immagini impressionanti: residenti costretti a uscire dalle finestre, automobili sommerse, interi isolati irriconoscibili sotto spessi strati bianchi.

Morti per valanghe urbane: l’allarme delle autorità

Il bilancio è pesante: almeno due persone sono morte travolte da masse di neve cadute dai tetti, vere e proprie valanghe urbane.

Il ministro delle Situazioni di Emergenza, Sergei Lebedev, ha lanciato un appello urgente:
“State lontani dai tetti e dai cumuli di neve: il rischio è altissimoâ€.
Numeri record: fino al 300% della media stagionale

Secondo i meteorologi, in sole 24 ore è caduto fino al 52% della norma mensile di precipitazioni. Le raffiche di vento, vicine ai 50 m/s, hanno azzerato la visibilità.

L’inverno 2025-2026 si conferma anomalo: solo a dicembre le nevicate hanno superato il 300% della media storica, un dato mai registrato prima in Kamchatka.
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