CEO di Cloudflare: ‘multati dall’Italia per non aver aderito al loro piano di censura’

Cloudflare

“Ieri Agcom in Italia ha multato Cloudflare: 17 milioni di dollari per non aver aderito al loro piano di censura di Internet”

di Matthew Prince (fondatore e CEO di Cloudflare) – Il piano, che persino l’UE ha definito preoccupante, ci ha imposto, entro soli 30 minuti dalla notifica, di censurare completamente da Internet qualsiasi sito che un’oscura cabala di élite mediatiche europee ritenesse contrario ai loro interessi. Nessuna supervisione giudiziaria. Nessun giusto processo. Nessun appello. Nessuna trasparenza.

Ci ha imposto non solo di rimuovere i clienti, ma anche di censurare il nostro resolver DNS 1.1.1.1, il che ha rischiato di oscurare qualsiasi sito su Internet. E ci ha imposto non solo di censurare i contenuti in Italia, ma a livello globale. In altre parole, l’Italia insiste sul fatto che un’oscura cabala mediatica europea dovrebbe essere in grado di dettare cosa è consentito e cosa non lo è online.

Questo, ovviamente, è DISGUSTOSO e anche prima della multa di ieri avevamo diverse cause legali pendenti contro il sistema sottostante. Ora, ovviamente, combatteremo contro la multa ingiusta. Non solo perché è sbagliata per noi, ma perché è sbagliata per i valori democratici.

Stiamo inoltre valutando le seguenti azioni

1) interrompere i milioni di dollari in servizi di sicurezza informatica pro bono che stiamo fornendo in occasione delle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina;
2) interrompere i servizi di sicurezza informatica gratuiti di Cloudflare per tutti gli utenti residenti in Italia;
3) rimuovere tutti i server dalle città italiane;
4) interrompere tutti i piani per costruire una sede Cloudflare in Italia o effettuare investimenti nel Paese.

Gioca a giochi stupidi, vinci premi stupidi. Sebbene ci siano cose che gestirei in modo diverso rispetto all’attuale amministrazione statunitense, apprezzo il ruolo di leadership di @JDVance
nel riconoscere che questo tipo di regolamentazione è una questione fondamentale di commercio sleale che minaccia anche i valori democratici. E in questo caso @ElonMusk ha ragione: #FreeSpeech è critica e sotto attacco da parte di una cricca di politici europei fuori dal mondo, molto turbati.

La prossima settimana sarò a Washington per discutere di questo con i funzionari dell’amministrazione statunitense e poco dopo incontrerò il CIO a Losanna per illustrare il rischio per i Giochi Olimpici se Cloudflare ritirasse la nostra protezione per la sicurezza informatica.

Nel frattempo, restiamo lieti di discutere di questo con i funzionari del governo italiano che, finora, non si sono mostrati disposti a impegnarsi oltre l’emissione di sanzioni. Crediamo che l’Italia, come tutti i Paesi, abbia il diritto di regolamentare i contenuti sulle reti all’interno dei suoi confini. Ma deve farlo nel rispetto dello Stato di Diritto e dei principi del giusto processo. E l’Italia non ha certamente il diritto di regolamentare ciò che è consentito e ciò che non è consentito su Internet negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, in Cina, in Brasile, in India o in qualsiasi altro luogo al di fuori dei suoi confini.

QUESTA È UNA LOTTA IMPORTANTE E VINCEREMO!!!

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