Colonne di fumo si alzano mentre i civili fuggono sotto il fuoco nemico dai quartieri a maggioranza curda di Aleppo durante gli scontri tra forze governative e combattenti curdi. Le autorità siriane hanno permesso ai civili di lasciare due quartieri curdi di Aleppo, che erano stati circondati dall’esercito, prima di bombardarli nuovamente nel terzo giorno di violenze nella principale città della Siria settentrionale.
“Sono fuggita da casa mia ad Achrafieh – spiega Rana Issa, residente del quartiere a maggioranza curda – La situazione è davvero terribile, difficile da descrivere. Siamo fuggiti all’ultimo secondo. Abbiamo attraversato momenti molto difficili, ci sono stati molti bombardamenti, la mia famiglia è esausta. Solo Dio sa come siamo riusciti a superare tutto questo. E i cecchini sparavano in continuazione”.
“È la distruzione totale. Molti residenti hanno cercato di fuggire, ma i cecchini hanno aperto il fuoco e sono tornati a casa. Tutto è chiuso. È desolato. Achrafieh è completamente deserta”, ha aggiunto.Gli scontri potrebbero assumere una dimensione regionale, con la Turchia che si dichiara pronta a intervenire a fianco del governo siriano e Israele che si schiera dalla parte dei curdi. ASKANEWS
(ANSA) – Resta alta la tensione ad Aleppo, dove nella notte si sono intensificati gli scontri armati tra fazioni siriane agli ordini del leader Ahmad Sharaa e le forze curdo-siriane nei quartieri di Ashrafiye e Sheikh Maqsud. A riferirlo e’ l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che mette in guardia dalle “gravi conseguenze” dell’escalation sulla popolazione civile e sulle infrastrutture della citta‘.
In 48 ore di scontri il bilancio e’ di 15 morti e circa 60 feriti tra i civili, tra cui donne e bambini. Le vittime includono anche cinque combattenti, appartenenti alle due parti in conflitto. Secondo l’Osservatorio, i combattimenti sono stati caratterizzati dall’uso di armi leggere, medie e pesanti, con il ricorso anche a lanciarazzi e colpi di artiglieria, provocando forti esplosioni e hanno diffuso panico tra i residenti. La situazione resta tesa, in assenza di misure efficaci per la protezione dei civili, mentre si moltiplicano gli appelli locali per un cessate il fuoco immediato.

