Vaccini, inchieste, nomine di ‘favore’: Von der Leyen traballa

Von der Leyen

Ora Ursula Von der Leyen rischia seriamente la conferma alla presidenza della Commissione europea. Lo sostengono oggi diversi quotidiani, che danno conto di inchieste, nomine e anche qualche perplessità sul fronte politico. Nei giorni scorsi, la procura belga di Liegi ha aperto un’inchiesta sugli acquisti dei vaccini Pfizer e ora (anche su richiesta dei governi di Polonia e Ungheria) proseguita dalla Eppo, la procura europea.

Bjoern Seibert, responsabile della campagna, è già capo di Gabinetto di von der Leyen: si autosospenderà ma la scelta ha sollevato accuse di conflitto di interessi. Ma nel mirino, spiega Repubblica, è finita anche la nomina dell’europarlamentare tedesco del Ppe (stesso Paese e stesso partito di von der Leyen) Markus Pieper a inviato Ue per le Piccole e Medie imprese.

Molti eurodeputati e ben quattro commissari – lo spagnolo Josep Borrell, il francese Thierry Breton, l’italiano Paolo Gentiloni e il lussemburghese Nicolas Schmit – contestano l’imparzialità della scelta, si legge su Repubblica, che dà conto di “una lettera senza precedenti” con cui i quattro rappresentanti dell’esecutivo europeo chiedono discutere il caso nel collegio: «Questa nomina ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e l’imparzialità del processo di selezione»”.

Non è finita. Come spiega la Stampa, a creare malumore c’è il fatto che anche il portavoce della sua campagna elettorale è stato scelto tra i funzionari di Palazzo Berlaymont: “sarà l’austriaco Alexander Winterstein. Nulla di strano, se non fosse che soltanto un mese fa – il giorno prima del congresso di Bucarest – era stato promosso a direttore della comunicazione politica della Commissione. Il sospetto che si sia trattato di una ricompensa anticipata si è subito fatto largo dopo l’annuncio da parte del Ppe”.

A incidere sulle prospettive di Ursula anche il piano politico. “Anche alcune alleanze che sembravano consolidate ora traballano. Come quella con la presidente del consiglio, Giorgia Meloni”, scrive Repubblica. Come nota Francesco Verderami sul Corriere della Sera, a molti non piace l’asse di von der Leyen con Fratelli d’Italia. Tanto che, scrive sempre Verderami, a “Palazzo Chigi c’è la sensazione che la battuta della premier possa diventare profezia, che in Europa vogliano davvero far pagare ad «Ursula» il rapporto con Meloni”.
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