Europee, Agcom: “tavolo con piattaforme web contro le fake news”

agcom

Un tavolo con piattaforme web contro le fake news, l’introduzione del criterio degli indici di ascolto come parametro integrativo di valutazione di natura qualitativa, quattro fasce orarie, tre fasi di monitoraggio. Sono queste alcune delle indicazioni fornite dal presidente Agcom, Giacomo Lasorella, in Commissione di Vigilanza, in materia di par condicio in vista delle elezioni europee.

“L’Autorità ha sempre instaurato un dialogo” con le grandi piattaforme internet “attraverso un apposito tavolo e lo farà anche in questa occasione” in vista delle elezioni europee “per monitorare l’attuazione delle misure previste dalla Commissione europea” in materia di par condicio e contrasto alle fake news. “L’Autorità – ha detto – in mancanza di un opportuno intervento legislativo che adeguasse la normativa della par condicio, si è posta il problema di attuare la legge seguendo le indicazioni del giudice amministrativo. Le valutazioni dell’Autorità non possono prescindere dall’individuazione di parametri di riferimento, che, per quanto arricchiti da elementi qualitativi, rimangano sostanzialmente oggettivi. L’Autorità ha ritenuto opportuno introdurre il criterio degli indici di ascolto come parametro integrativo di valutazione di natura qualitativa”.

Lasorella è intervenuto anche sui tempi di parola e le fasce orarie, spiegando il meccanismo delle fasce di ascolto individuato dall’Autorità nel regolamento sulla par condicio per le elezioni europee: “Il tempo di parola di ciascuna forza politica deve essere ponderato moltiplicandolo per un coefficiente relativo all’indice di ascolto della fascia oraria in cui è trasmesso. Ad esempio, un minuto di tempo di parola di un soggetto politico nel TG delle 20, moltiplicato per il coefficiente di quella fascia oraria, che vale 3, corrisponderà a 3 minuti. Mentre un minuto nel TG delle 24, il cui coefficiente è pari a 0,3, corrisponderà a 18 secondi.

Per garantire una oggettività e una prevedibilità ex ante, l’indice di ascolto è calcolato non con riferimento al dato effettivo di ciascun specifico programma, ma con riferimento all’ascolto medio della fascia oraria del mese precedente di programmazione. La somma complessiva del tempo ponderato di tutte le forze politiche darà luogo ad un valore che corrisponde, per ciascuna emittente, al cento per cento del tempo disponibile. Il tempo ponderato complessivo di ciascuna forza politica corrisponderà ad una percentuale di tale tempo complessivo.

L’obiettivo della rilevazione è di verificare che la percentuale di tempo ponderato di ciascuna forza politica sia proporzionale alla sua consistenza parlamentare. La percentuale di tempo ponderato attribuito a ciascuna forza politica discenderà quindi dal rapporto tra la somma dei tempi ponderati attribuiti a ciascuna forza politica e la somma dei tempi ponderati totali. Come è noto, le fasce orarie standard di Auditel sono otto. Per ragioni di semplificazione e per consentire un maggior margine alle emittenti, esse sono state accorpate in quattro: premattutina-mattutina 7.00-11.59; meridiana e pomeridiana 12.00-17.59; preserale-prime time – seconda serata 18.00-01.59; notturna 02.00-06.59″.

“Diversamente dal passato – ha proseguito Lasorella – sempre tenuto conto delle citate sentenze, la valutazione prevede tre diverse tipologie di programmi di informazione, su cui effettuare il monitoraggio, in considerazione del loro format e della loro periodicità: i notiziari; i programmi informativi ricondotti alla responsabilità di una testata giornalistica di ciascun canale con cadenza quotidiana o trasmessi più di una volta alla settimana; i programmi ricondotti alla responsabilità di una testata giornalistica di ciascun canale con cadenza settimanale.

Nonostante la giurisprudenza del Consiglio di Stato induca ad effettuare una rilevazione complessiva, si è inteso distinguere, per rispettare la libertà editoriale delle testate e l’autonomia di autori e conduttori di diversi programmi, tra la rilevazione relativa ai TG e quella relativa ai programmi, e, tra questi ultimi, si è distinto tra i programmi con cadenza quotidiana, o trasmessi più volte alla settimana, per i quali evidentemente sarà più facile il riequilibrio all’interno della settimana, e quelli con cadenza settimanale, per i quali, ai fini della valutazione complessiva, occorrerà tener conto dell’intero arco di settimane rilevante. Tenendo conto che ciascun programma ha un suo pubblico, ma evitando di irrigidire ulteriormente il meccanismo, si è stabilito che il ripristino dei tempi è effettuato, qualora ciò sia possibile, all’interno del medesimo programma. Per i canali all news, si è stabilito che la rilevazione sia effettuata complessivamente, senza distinguere tra notiziari e programmi”, ha concluso.

Infine, il periodo di monitoraggio e il conseguente ciclo di riequilibrio nella regolamento per la par condicio per le elezioni europee sono divisi in tre fasi: “Per la fase di campagna elettorale che precede la pubblicazione delle liste delle candidature – ha spiegato Lasorella – i dati relativi alla prima settimana di ogni ciclo quattordicinale recheranno l’evidenza di eventuali criticità riscontrate al fine di consentire comunque entro la seconda settimana del ciclo quattordicinale il tempestivo riequilibrio da parte delle emittenti; l’Autorità ordinerà tuttavia eventualmente il riequilibrio solo all’esito di quattordici giorni di monitoraggio (e quindi a seguito di due monitoraggi settimanali); per la seconda fase di campagna elettorale, a seguito della pubblicazione delle liste, il ciclo è settimanale, per cui l’Autorità potrà ordinare il riequilibrio il mercoledì, già a seguito del monitoraggio notificato il lunedì precedente e delle eventuali controdeduzioni; nel corso dell’ultima settimana di campagna elettorale, soggetta a verifica autonoma, l’Autorità potrà adottare un apposito ordine di ripristino il lunedì, anche sulla base dei dati della settimana precedente”.

“L’Autorità – ha proseguito il presidente Agcom – invierà alle emittenti ogni settimana, nella giornata del lunedì, i dati di monitoraggio dei notiziari e programmi relativi alla settimana precedente, accompagnandoli con l’evidenza degli eventuali scostamenti riscontrati e la relativa contestazione. Le emittenti daranno riscontro comunicando all’Autorità entro 24 ore dal ricevimento dei dati, informazioni e documenti utili per la valutazione delle criticità segnalate, nonché le loro osservazioni, oltre alle azioni intraprese per il ripristino dell’equilibrio dei dati dei notiziari o dei programmi”.

“Vorrei sottolineare – ha aggiunto – una cosa importante : se le emittenti si atterranno ai criteri sopra illustrati relativi al tempo di parola ponderato non avranno da temere alcuna sanzione. Se invece non vi ci si atterranno dovranno giustificare il loro scostamento e l’Autorità valuterà caso per caso, come richiesto dal Consiglio di Stato, le loro ragioni, emettendo eventualmente ordini di riequilibrio nel primo su base quattordicinale, nel secondo su base settimanale e nell’ultima settimana su base infrasettimanale nei confronti della testata, di norma entro il mercoledì (l’ultima settimana il lunedì). Va ricordato, infine, che in caso di mancata osservanza dei vari ordini di riequilibrio, l’Autorità, potrà comminare, mediante il procedimento sanzionatorio ordinario, sempre previo contraddittorio, una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.329 a euro 258.228″.

“Ho letto con grande attenzione la bozza di delibera della Commissione che è circolata nei giorni passati e sono lieto di riscontrare che la Commissione abbia fatto proprio il criterio della ponderazione dei tempi di parola e delle fasce di ascolto. Mi permetto di sottolineare che la mancata definizione di criteri omogenei tra il servizio pubblico e le emittenti private, rischia di condurre a difformità di trattamento, di indebolire l’attività di monitoraggio dell’Autorità e di rendere più debole davanti al giudice amministrativo ogni atto dell’Autorità. Sono certo che la Commissione vorrà condividere queste mie preoccupazioni”.
https://www.rainews.it