Ospedale Tivoli, “il sistema antincendio fuori uso da anni”

Incendio all'ospedale di Tivoli

di Maria Sorbi – Nessun incendio doloso. Le fiamme sono partite dall’esterno dell’ospedale, sul retro della struttura, e hanno avvolto i rifiuti ammassati lì fuori. In pochi minuti si sono propagate nell’interrato del pronto soccorso. Il procuratore di Tivoli, Francesco Menditto, ha già le idee abbastanza chiare sulla dinamica dell’incendio di ieri notte. «Abbiamo acquisito numerose immagini dall’impianto di videosorveglianza, da cui abbiamo un quadro chiaro su quanto accaduto e attraverso le quali al momento possiamo escludere il dolo» precisa. Si indaga per omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Alcune aree dell’ospedale sono sotto sequestro ed è probabile che nei prossimi giorni si proceda con le prime iscrizioni nel registro degli indagati

Dietro all’incendio che è costato la vita a tre persone c’è un indistinto menù di incuria, controlli mancati, impianti vecchi, appalti e sub appalti al risparmio. Tutto parte dall’impianto antincendio che non ha funzionato. L’ultimo controllo risale al 2016, nell’ambito di una serie di interventi che avevano riguardato una ventina di ospedali nel Lazio per verificare la sicurezza e il corretto funzionamento delle «docce» anti fiamme. E per di più, in base a quanto denunciano i sindacati, nell’ultimo periodo nell’ospedale San Giovanni Evangelista le squadre di servizio di guardia anti-incendio non erano presenti nella struttura.

Il servizio era stato appaltato a diverse società. Negli anni scorsi, inoltre, tutto il personale dell’ospedale ha seguito i corsi anti-incendio, ma non ha fatto alcuna prova di evacuazione. Non stupisce scoprire che l’ospedale di Tivoli era stato catalogato da Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, tra gli 8 peggiori d’Italia. Il report, presentato a fine ottobre, è uno strumento di valutazione a supporto di programmi di audit clinico e organizzativo. Il lavoro di Agenas ha fotografato la performance degli ospedali del Ssn nel 2022 mostrando le luci e le ombre. E proprio l’ospedale San Giovanni Evangelista era finito tra quelli in «ombra» con indicatori negativi nell’area osteomuscolare, nefrologia e chirurgia generale. «Il volume di attività – si legge nel rapporto – è inferiore alla soglia (tolleranza del 10%) fissata dal regolamento riguardante la definizione degli standard ospedalieri o desumibile dalla letteratura scientifica».

Il primo a volere la verità su eventuali negligenze e su quei controlli mai più fatto da 7 anni a questa parte è il ministro della Salute Orazio Schillaci: «Non so cosa può essere successo, ma abbiamo massima fiducia negli inquirenti».

L’incidente di Tivoli apre un altro capitolo estremamente delicato: il numero di uomini e mezzi per fronteggiare le emergenze. «I vigili del fuoco hanno scongiurato un epilogo ancora peggiore, ma per far questo è stato necessario concentrare verso Tivoli uomini e mezzi dell’intera provincia di Roma lasciando scoperte le altre zone della città nella speranza che non accadesse un’altra emergenza in contemporanea» denuncia Marco Piergallini, segretario generale del sindacato Conapo dei vigili del fuoco.
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