Non riceve più la pensione, Inps: “lei risulta morto”

pensioni a condannati

Da qualche mese, all’improvviso, la pensione non gli viene più accreditata sul conto. E quando se n’è accorto e ha chiesto chiarimenti la risposta che ha ricevuto è stata sconvolgente: “Lei è deceduto”. Pasquale Doronzo è un uomo di 75 anni di Barletta, ha lavorato per una vita come ingegnere e da qualche anno è in pensione.

“Prendo la pensione da Inarcassa, che la passa a Inps per congiungerla con la pensione di reversibilità di mia moglie – spiega – È andato sempre tutto bene, fino a quando non sono andato in ferie ad agosto”. Doronzo si trovava nel basso Salento, e non ha avuto modo di controllare il suo conto corrente. Una volta rientrato a casa l’ha fatto, e si è reso conto di non aver ricevuto la pensione né ad agosto, né a settembre. “Avevano annullato tutto”, e lì è cominciata la sua odissea.

Quella che ha vissuto sembra la trama di un romanzo kafkiano, l’elogio del paradosso e delle vertigini che solo la burocrazia riesce a provocare. “Ho provato ad accedere al sito di Inps con lo Spid, ma non funzionava – racconta Doronzo – Poi ho telefonato, la linea è caduta sette volte, mi sono messo in coda a decine di persone e sono riuscito a parlare con qualcuno solo la sera del 22 settembre, lo stesso giorno in cui mi sono accorto che non ricevevo più la pensione”.

La procedura al telefono è stata lunga, gli sono stati chiesti numerosi dati per il riconoscimento, e dall’altra parte del telefono la persona che lo ascoltava se li è fatti ripetere più volte. Qualcosa non le tornava, fino a quando ha ammesso a Doronzo: “Lei è deceduto il 6 luglio”.

È stata una doccia gelata, un’identità cancellata per un errore di qualcuno, magari per un click sbagliato le cui conseguenze sono però concrete, reali e pure difficili da sbrogliare. Il signor Pasquale ci ha provato, e si è trovato travolto da un vortice di Pec e telefonate, ha provato pure a mettersi in contatto con Inarcassa – anche lì tramite call center, perché lo Spid non funzionava – e gli è stato detto che avevano ricevuto un avviso da Inps il 14 luglio, che comunicava la sua morte. Morte che non risultava all’anagrafe di Barletta, come ha poi avuto modo di confermare il direttore Inps della città.

La beffa sembra non voler avere fine: “Il 28 settembre, dopo le Pec di ammissione dell’Inps e dell’Inarcassa dell’errore commesso, mi è pervenuta, da parte dell’ente erogatore della mia pensione di ingegnere, e cioè Inarcassa che non mi sta pagando la pensione, una bolletta di pagamento intestata a “eredi ing. Doronzo Pasquale””, continua il malcapitato.

Inoltre è stato contattato anche dalla sede centrale di Roma dell’istituto di previdenza, che ha assicurato di aver inviato una Pec alla sede Inps di Andria per provvedere a risolvere la questione. Intanto nulla è cambiato, ottobre è arrivato e Pasquale Doronzo ancora una volta non ha ricevuto la pensione. I mesi sono diventati tre.

“Ho dato mandato al mio avvocato, che ha chiesto anche i danni morali e psicologici – conclude l’ingegnere – ma a oggi nulla è cambiato. Non hanno ancora risposto, la pensione non è stata riattivata, né si sono fatti vivi per il risarcimento”.
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