Roma: stuprano una 17enne, in manette due “richiedenti asilo”

stupro

di Rosa Scognamiglio – L’ha raggirata con una scusa: “Vieni a fare una passeggiata con me?”. Ma poi ha trascinato la 17enne, una studentessa romana conosciuta all’esterno di un pub del quartiere Celio, in un bed and breakfast della Capitale dove ad attenderlo c’era un suo amico. Ne hanno abusato insieme salvo poi abbandonare la vittima in strada, vicino alla metro. I due aggressori, entrambi cittadini libici richiedenti asilo, uno di 25 e l’altro di 31 anni, sono stati identificati e sottoposti a misura di custodia cautelare in carcere con l’accusa di violenza sessuale di gruppo.

Lo stupro

L’orrore a due passi dal Colosseo. I fatti risalgono allo scorso agosto, nel quartiere Celio di Roma. Elena – nome di fantasia – si trova al pub con alcuni amici. Un ragazzo straniero, apparentemente innocuo, le si avvicina per fare conoscenza. Quattro chiacchiere, una birra e qualche risata. Nulla di più. Poi chiede alla 17enne di fare una passeggiata per le vie del centro: “Facciamo quattro passi?”. Elena si fida. Giunti all’esterno di un bed and breakfast, il giovane la invita a salire in camera. La ragazza accetta ma quando si spalanca la porta della stanza incrocia lo sguardo di un altro uomo. Intuisce di essere in pericolo ma è già troppo tardi scappare. Urla, chiede aiuto. Grida disperata. Nessuno la sente: i due stranieri ne abusano per circa due ore. A notte fonda Elena si ritrova in strada, da sola, con il corpo coperto di lividi.

Gli amici di Elena sono preoccupati, le telefonano ma il cellulare squilla a vuoto. Dunque decidono di cercarla per le vie di Roma. La ritrovano all’esterno di una fermata della metro B, con il volto rigato dalle lacrime e lo sguardo fisso nel vuoto: “Sono stata violentata da due ragazzi”, rivela alla comitiva. Nonostante lo choc, la 17enne decide di denunciare subito l’abuso alla polizia. Mette a verbale l’orrore di quelle ore, mostra agli agenti i lividi che ha sulle braccia e telefona ai genitori per informarli di quanto è accaduto. Rivive l’incubo per una seconda volta.

La cattura degli aggressori, due richiedenti asilo

Le indagini vengono affidate alla quarta sezione della squadra mobile di Roma. Gli agenti raccolgono le testimonianze dei ragazzi che quella notte erano al pub di Celio e recuperano i nastri delle telecamere di videosorveglianza. Le immagini mostrano l’ombra dell’aguzzino di Elena. Gli agenti riescono a rintracciarlo poi, successivamente, individuano anche il suo complice. Dopo 8 mesi, quei due uomini hanno un nome e un volto: Jamal Amel, 25 anni, e Jalgem Abdulrahman di 31. Entrambi sono sbarcati in Italia dalla Libia e sono in attesa di ricevere asilo. Per ora sono in carcere: dovranno rispondere del reato di violenza sessuale di gruppo.  www.ilgiornale.it

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