Agitu Ideo Gudeta uccisa e violentata mentre era agonizzante: ghanese condannato a 20 anni

Agitu Ideo Gudeta

È stato condannato a vent’anni di carcere Suleiman Adams, il ghanese di 33 anni che il 29 dicembre del 2020 ha ucciso a Frassilongo, in Trentino, Agitu Ideo Gudeta, la pastora etiope di 42 anni divenuta simbolo di integrazione ed emancipazione femminile. Nella sentenza con rito abbreviato del giudice del tribunale di Trento, Enrico Borrelli, si applica una pena di 15 anni e otto mesi per omicidio volontario e di quattro anni e quattro mesi per violenza sessuale.

Omicidio Agitu Ideo Gudeta: condannato a 20 anni di carcere Suleiman Adams

Il pubblico ministero Giovanni Benelli aveva chiesto 19 anni e quattro mesi. Adams, reo confesso, era stato assunto da Agitu come dipendente nel suo allevamento di capre. Aveva già confessato il delitto ed è attualmente detenuto nel carcere di Spini di Gardolo. Questa mattina era presente in aula per la prima volta, ma non ha parlato. Lo scorso 25 novembre per l’udienza preliminare le due sorelle e un fratello di Agitu, arrivati a Trento dagli Stati Uniti, si erano costituiti parte civile nel processo. A loro oggi il giudice ha riconosciuto 50mila euro di danni.

È stato confermato il movente economico dell’omicidio, ovvero il mancato pagamento da parte di Agitu di alcuni arretrati ad Adams, suo collaboratore. Ed è stata riconosciuta la violenza sessuale. A spingerlo a compiere il gesto efferato, “l’incontenibile ira di non vedere accolte le sue richieste che egli sentiva come particolarmente impellenti in quanto destinate a far pervenire denaro alla sua famiglia d’origine”.

“Siamo soddisfatti della sentenza”, ha detto all’agenzia LaPresse l’avvocato Andrea De Bertolini che con i colleghi Elena Biaggioni e Giovanni Guarini ha rappresentato i familiari della vittima. “È una soddisfazione giuridica, nulla potrà ripagare la tragedia di Agitu, una donna che per tutta la nostra comunità è stata vero esempio di integrazione, di riscatto personale, anche legato al dolente vissuto di rifugiata – ha continuato il legale -. Un esempio di coraggio e forza interiore. Un simbolo di laica e moderna emancipazione. Proprio per questo il suo omicidio, che nel movente sessuale vede la sua terribile genesi, è stato per tutta la comunità trentina ragione di autentica compartecipata sofferenza”.

Per la difesa di Adams, avvocato Nicola Zilio, “il grande clamore mediatico della vicenda ha avuto un ruolo anche nella sentenza. Aspetteremo di leggere le motivazioni, ma visto che il giudice ha addirittura comminato una pena superiore a quella chiesta dal pm, probabilmente faremo appello”.  https://www.today.it

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