Cenone di Natale, “meglio in pochi, vaccinati e tamponati”

cenone vaccinati e tamponati

Il cenone? Meglio in pochi, vaccinati e tamponati. In generale, durante le feste, anche chi ha fatto la puntura non deve dimenticare le precauzioni contro il virus. Michele Bartoletti, infettivologo del Sant’Orsola di Bologna, ha coordinato il gruppo di esperti che a livello europeo ha stilato i protocolli per curare il Covid.

“In questa stagione si sta al chiuso per fare vita di comunità. La trasmissione dentro i luoghi chiusi è più efficiente e efficace. Tutte le volte che ci stiamo per più di 15 minuti assieme ad altre persone bisogna tenere la mascherina e, se possibile, stare a un metro o un metro e mezzo dagli altri. L’ideale sarebbe anche fare areare la stanza” afferma Bartoletti che da poco ha ricevuto un premio come miglior ricercatore europeo under 40 di malattie infettive.

Cenone, rischio basso se tutti sono vaccinati e tamponati

“Quello che conta è applicare al massimo tutti i criteri di protezione. È ovvio che il rischio zero esiste solo se non si fa la cena. Ma il rischio è basso se tutti sono vaccinati e tamponati il giorno prima o il giorno stesso. Intermedio se tutti sono vaccinati e basta. Il rischio massimo c’è se si organizza una cena con non vaccinati. La finestra aperta. E sarebbe buono utilizzare le mascherine anche a tavola, rimuovendole quando si mangia. Meno invitati siamo minore è il rischio che ci sia un positivo e si diffonda l’infezione. Ma non c’è un numero esatto che certifichi l’assenza di rischio”, risponde infettivologo.

Su Repubblica l’articolo completo di Rosario di Raimondo

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