Disabili torturati in casa di cura di una Onlus, arresti nel palermitano

gdf Disabili torturati in casa di cura

PALERMO, 17 DIC – Scaraventati per terra. Presi a calci e pugni. Offesi prima di chiuderli nella sala “relax”. “Devi buttare il veleno dal cuore” diceva un altro inserviente della struttura. Sono solo alcune delle frasi violente intercettate dalla Guardia di Finanza in una Onlus convenzionata al servizio sanitario di Palermo che ospitava disabili. 35 le persone arrestate.

Le accuse, a vario titolo, sono di tortura, maltrattamenti, sequestro di persona, corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione e frode nelle pubbliche forniture. Il gip ha anche disposto il sequestro della casa di cura e di disponibilità finanziarie per un valore di oltre 7 milioni di euro.

Disabili torturati, la crudeltà nelle intercettazioni

Le intercettazioni riportano una cronaca agghiacciante. “E’ un manicomio, un lager nazista”, commentavano, non sapendo di essere intercettate, alcune operatrici del centro mentre uno dei pazienti urlava: “Dottoressa mi faccia uscire. Avevamo detto cinque minuti, si mantengono i patti, i patti si mantengono”. Altre descrivevano i ragazzi “vestiti come gli zingari, visto che non li lavavano, visto che il mangiare faceva schifo, visto che la struttura non era pulita”.

E un’altra: “Tu ce l’hai presente un manicomio? Uguale, identico, ci manca solo, gli ho detto che li legano ai letti e poi siamo a posto. Ci sono cose che sono oggettive. I bilanci non sono mai stati presentati, nella contabilità c’è manicomio, la struttura non è adeguata e non è a norma. Lì se campano o se muoiono, non interessa niente a nessuno”.

Il generale Antonio Quintavalle Cecere, comandante provinciale della Guardia di Finanza commentando l’inchiesta ha detto:” Abbiamo dovuto documentare un campionario aberrante di crudeltà e nefandezze disumane, comportamenti già di per sé estremamente gravi, ma ancora più intollerabili poiché commessi a danno di soggetti psicologicamente e fisicamente fragili e indifesi”.

L’inchiesta

L’inchiesta ha poi documentato come la struttura venisse usata come “cassa” per esigenze personali degli indagati. E anche qui le intercettazioni velano il sistema. “Fino a quando si pagavano le vacanze e le facevano, bevevano cocktail, Spritz, bevevano Coca Cola, per 1000, 1500 euro, perché sono come porci”. Così uno degli operatori della onlus convenzionata con il Servizio Sanitario. “Noi siamo sotto scopa dell’Asp di Palermo, perché il padre del nostro amministrativo è una specie di funzionario dell’Asp di Palermo che ci tiene sotto – proseguiva – Quanto tu compri quarantamila euro di autovettura a nome del Centro e il Centro le paga, tu lo sai che non sono soldi soltanto tuoi? Quando tu in quattro anni i cambi quattro autovetture, racimoli centoventi, centotrentamila euro di autovetture tutte quante pagate dal Centro. A me mi rompe se ci revocano la convenzione perché quella è una gallina dalle uova d’oro”.

“Poi – conclude-abbiamo preparato le ceste per l’Asp, si aggiravano attorno a 300 euro di ceste”. www.rainews.it

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