UNIPOLSAI: nasce l’assicurazione contro i danni da vaccino

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di Paolo Sceusa – Leggete pure, ma in realtà anche unipol (compagnia di area pd) vi chiederà la prova che l’evento avverso sia conseguenza del vaccino. Vi manderà dal suo medico che dirà che, in base alla scienza medica ufficiale, non c’è una prova certa di un tanto.
Unipol quindi non pagherà.
Allora voi le farete causa e chiederete al giudice di provare mediante una ctu quella correlazione.
L’assicurazione si opporrà sostenendo che voi, col consenso informato, avete accettato il rischio di eventi avversi noti e ignoti e che questa accettazione del rischio vale erga omnes.

A questo punto fatevi due domande:
Se lo stato risarcisce o indennizza per i danni da vaccino (come purtroppo credono tanti poveri illusi), che bisogno c’è di pensare a farsi un’assicirazione?
E come mai non si prevede un danno da morte come conseguenza avversa?
Bene, quindi l’ultimo tassello che mancava è sì l’arricchimento assicurativo, non senza il trasferimento del rischio all’assicurazione. No no. Il rischio rimane comunque piantato tutto in capo al vaccinato che subisce effetti avversi.
Come la siringa nel suo braccio.

UNIPOLSAI:  NASCE L’ASSICURAZIONE CONTRO I DANNI DA VACCINO 

Diaria di 100€, per massimo 30 giorni, in caso di ricovero senza accesso alla terapia intensiva per reazione avversa al vaccino. Diaria di 200€, per massimo 30 giorni, in caso di ricovero con accesso alla terapia intensiva per reazione avversa al vaccino. Riconoscimento di un’indennità, in caso di invalidità permanente, per reazione avversa al vaccino nei 30 giorni successivi alla somministrazione. Ti rimborsiamo fino a 1.000€ il trasporto in ambulanza verso l’ospedale o dall’ospedale a casa. (Fonte: reazione avversa al vaccino per la prevenzione del Covid-19. (Fonte: UnipolSai Assicurazioni (https://www.unipolsai.it/tutela-reazioni-vaccino-covid19)

Dunque, riepiloghiamo. Pfizer firma contratti con i quali scarica sugli stati nazionali qualsiasi responsabilità in caso di reazioni avverse del prodotto. I governi, dal canto loro, scaricano sul cittadino qualsiasi responsabilità obbligandolo a firmare una liberatoria prima dell’inoculazione ed elaborano una forma di obbligo surrettizio, chiamata GreenPass, Supergreenpass ecc., che di fatto esclude dalla vita lavorativa e sociale chi rifiuta il vaccino. Contestualmente ignorano i numerosi casi di reazione avversa e continuano a sostenere che il vaccino è sicuro.

Mancava l’ultimo tassello: una compagnia di assicurazione privata che trovasse il modo di arricchirsi su tutto questo. Ora la lacuna è stata colmata e il cerchio si chiude”

Paolo Sceusahttps://t.me/SceusaP/256
Giudice penale, civile e del lavoro presso il Tribunale di Gorizia fino al 1992.
Pubblico ministero a Trieste dal 1992 al 2002.
Giudice alla sezione civile del Tribunale di Trieste dal 2003 al 2009.
Ha presieduto il Tribunale per i minorenni del FVG dal luglio 2009 al luglio 2015.§
Ha presieduto il Tribunale per i minorenni di Trento fino al 2020.

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