Vaccino, Galli contro Pfizer: “Terza dose? Non c’è uno straccio di prova”

Galli riaperture stato d'emergenza

Terza dose sì o terza dose no? Massimo Galli è intervenuto nel dibattito e ha espresso la sua posizione dalle colonne del Fatto Quotidiano. “Allo stato attuale dei fatti – ha dichiarato – non c’è uno straccio di prova che lo stesso vaccino o un altro possa essere utile in soggetti fragili a cui non hanno funzionato le due dosi precedenti. Potrebbe essere forse utile per l’anziano che ha un’immunità meno valida di altri, chi ce lo dice se non facciamo altre sperimentazioni?”.

C’è anche un’altra questione che disturba parecchio Galli, ed è quella relativa alla persistenza o meno degli anticorpi: “Sento molti spaventati dall’eventualità della verifica degli anticorpi perché capisco che preoccupi dal punto di vista organizzativo, ma io di mestiere faccio il medico e non l’agente di sanità pubblica. Bisogna considerare che il livello di anticorpi al SarsCov2 non rappresenterà magari una risposta esaustiva ma è la più semplice da trovare. Poi voglio capire un’altra cosa: perché Angela Merkel e Mario Draghi si sono sottoposti al test degli anticorpi e il signor Rossi non ne avrebbe diritto?”

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Perché una terza dose?

Infine Galli ha portato la sua esperienza: “Mi controllo abbastanza spesso e gli anticorpi li ho eccome. Bene, a brevissimo, tra settembre e ottobre il mio green pass scadrà. Sento parlare di proroga da 9 a 12 mesi, ma poi il problema si ripone. Perché dovrei farmi somministrare una terza dose di vaccino se dopo tre mesi ho gli stessi anticorpi di prima? Capisco solo che Albert Bourla, ceo di Pfizer – ha chiosato Galli – tiri acqua al suo mulino parlando di terze dosi”.  liberoquotidiano.it

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