“Con la pandemia calano nascite e flussi migratori”, Bankitalia preoccupata

visco flussi migratori

Il covid farà calare le nascite e i flussi migratori, lo studio di Bankitalia. Ciò non vuol dire comunque che la pandemia di covid non avrà nei prossimi anni importanti conseguenze sull’assetto demografico del nostro Paese. Anzi, lo studio Bankitalia lancia in questo senso non poche ombre: è prevedibile che nei prossimi anni la pandemia di covid farà calare le nascite e i flussi migratori con effetti demografici a lungo termine negativi per l’economia italiana. La popolazione in età attiva, fra i 15 e i 64 anni, rischia in concreto di subire una flessione fino a 2,9 milioni di persone.

“Il deterioramento delle condizioni economiche e l’aumento dell’incertezza sulle prospettive future – spiegano gli studiosi di Via Nazionale – potrebbero tradursi in una riduzione del numero delle nascite. In Italia, come nelle altre economie avanzate, si è osservata negli ultimi decenni una relazione negativa tra il tasso di fecondità, che misura il numero medio di figli per donna in età fertile, e il tasso di disoccupazione”.

L’effetto covid si farà sentire anche sui flussi migratori

“Il peggioramento delle prospettive economiche – dice Bankitalia – potrebbe indurre una flessione del tasso migratorio netto che, nello scorso ventennio, ha attenuato la tendenza alla riduzione della popolazione in età attiva derivante da una bassa natalità”.

Natalità e flussi migratori

Via Nazionale ha elaborato due diversi scenari sugli andamenti della natalità e del tasso migratorio netto in risposta all’aumento previsto del tasso di disoccupazione tra il 2021 e il 2023. Ebbene, “i risultati suggeriscono che nel 2065 la popolazione tra i 15 e i 64 anni segnerebbe una riduzione, rispetto allo scenario pre-pandemia, di entità compresa tra 1,6 e 2,9 milioni”.

La riduzione delle migrazioni nette associata all’epidemia contribuirebbe per circa la metà al maggior calo e avrebbe conseguenze immediate sulla dimensione della popolazione attiva. L’effetto della minore natalità si manifesterebbe invece a partire dal 2035.

Cosa si può fare per evitare che accada

Naturalmente queste tendenze demografiche possono essere corrette da appropriate politiche economiche e sociali pubbliche.

Cosa fare? “Da un lato, un’efficace azione di sostegno alla crescita, in cui rientra una rapida attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, potrà diminuire il tasso di disoccupazione, migliorare le condizioni economiche delle famiglie, ridurre l’incertezza”. Dall’altro, conclude Bankitalia, “sia le misure di sostegno alla natalità, sia le politiche per una gestione ordinata dei flussi migratori e per l’integrazione degli immigrati potrebbero avere un effetto diretto sui parametri sottostanti gli scenari demografici”.  AGI.IT

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