Covid, UE: “Il futuro appartiene ai vaccini a m-Rna”

leyen vaccini a m-Rna

Basta con AstraZeneca e Johnson & Johnson in Ue dal 2022: la Commissione Europea punta tutto sui vaccini a m-Rna prodotti da Pfizer/BioNTech, Moderna e CureVac, e per il prossimo anno non rinnoverà i contratti con AstraZeneca e J&J, i cui preparati anti Covid utilizzano un vettore virale con una tecnologia più tradizionale. Ad annunciare la scelta strategica a Bruxelles è stata ieri la presidente Ursula von der Leyen, all’indomani dell’annuncio della pausa anche in Europa nella distribuzione del vaccino di Janssen (J&J), dopo che Fda e Cdc negli Usa hanno deciso di mettere in stand by le somministrazioni.

La decisione Usa, che ha avuto immediate ripercussioni in Europa, è arrivata in seguito alle segnalazioni di casi di trombosi inusuali, gravi e rarissime, nell’ordine di meno di uno su un milione (6 casi riferiti su 6,8 mln di vaccinazioni: calcoli attuariali stimano che il rischio di morire in un incidente d’auto ogni volta che si sale in macchina, nei Paesi più sviluppati, è nell’ordine di 1 su 5mila).

In futuro, spiega von der Leyen, in Europa serviranno “richiami” per rafforzare la protezione dei vaccinati. E, se si svilupperanno “varianti resistenti” ai vaccini, “dovremo sviluppare vaccini adattati” alle nuove mutazioni, “presto e in quantità sufficienti. Tenendo questo a mente, dobbiamo focalizzarci sulle tecnologie che hanno dimostrato il loro valore: i vaccini a Rna messaggero sono un caso chiaro”.

“Il futuro appartiene ai vaccini a m-Rna”

Gli effetti collaterali molto rari osservati in seguito alle vaccinazioni con J&J sono assai “simili” a quelli visti in Europa con AstraZeneca, ha detto martedì Peter Marks dell’Fda americana, e i due vaccini, ha ricordato, sono accomunati dall’uso di adenovirus come vettore. Liese sottolinea che “gli effetti collaterali” osservati, pur rarissimi, “sono molto seri”, quindi “supporto la decisione presa da molti Stati membri di non vaccinare con AstraZeneca le persone più giovani, per ora”.

In ogni caso, Liese si dice “convinto che i gli effetti positivi del vaccino J&J superino gli effetti collaterali”. Ma è parimenti “chiaro”, aggiunge, che “il futuro appartiene ai vaccini a m-Rna. Sono più efficaci di quelli a vettore virale e sembrano avere meno effetti collaterali”. I vaccini a m-Rna hanno anche il vantaggio che vengono prodotti da Pfizer/BioNTech, Moderna e CureVac: su quattro aziende, due sono europee (tedesche, in particolare), cosa che ha una sua importanza, come si è visto con AstraZeneca e dato che il vaccino di Sanofi/Gsk (la prima è francese) non è disponibile.

“Vaccini a m-Rna possono essere adatti a varianti”

Aggiunge Liese, il vantaggio “più importante” dei vaccini a Rna messaggero è che possono essere adattati alle varianti del Sars-CoV2 “più rapidamente e in modo più mirato”. E, se l’Ue vuole “sconfiggere la pandemia”, allora probabilmente dovrà immunizzare “almeno le categorie vulnerabili” con vaccini adattati “nei prossimi anni”.

Per Liese, sarà importante vaccinare con i vaccini a m-Rna non solo gli europei, ma anche le popolazioni degli altri Paesi del mondo. Occorrerebbe, spiega, una “partnership” con Sudafrica e India, Stati che sono in grado di produrre vaccini. Anche se “l’abolizione dell’esclusiva sui brevetti è una richiesta molto popolare”, le cose non sono così semplici, dato che, osserva, produrre vaccini a m-Rna è “molto complicato”. Togliendo semplicemente l’esclusiva ai titolari del brevetto, si otterrebbe molto poco nella pratica, perché occorre un “trasferimento di tecnologia”.

Vaccinare le persone nei Paesi “più poveri”, conclude Liese, “non è solo un imperativo umanitario”, ma anche “un imperativo di buon senso”, dato che, finché il Sars-CoV-2 potrà circolare indisturbato da qualche parte nel mondo, permarrà il rischio che si sviluppino varianti resistenti. ADNKRNOS

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