Tamponi anali ai diplomatici Usa, la Cina nega

Il ministero degli Esteri cinese ha negato che ai diplomatici statunitensi fosse stato chiesto di sottoporsi a tamponi anali per COVID-19, dopo che media americani avevano diffuso la voce.

Ieri, mercoledì 24 febbraio, il media statunitense Vice aveva citato un funzionario del Dipartimento di Stato americano cui per errore sarebbe stato consegnato un kit per il test dalle autorità sanitarie. La rivista canadese aveva anche affermato che la Cina avrebbe smesso di usare i tamponi per testare i diplomatici, cosa che ha fatto presumere fosse di routine in precedenza.

“Per quanto ne so … la Cina non ha mai richiesto al personale diplomatico statunitense di stanza in Cina di condurre test con tampone anale”, ha detto il portavoce del ministero degli esteri cinese Zhao Lijian.In precedenza era stato riferito che alcune città cinesi utilizzano test con tampone anale per rilevare potenziali infezioni da COVID-19.

La notizia dell’uso di tamponi anali per i test COVID-19 nei distretti di Pechino di Daxing e Dongcheng aveva fatto il giro del mondo il mese scorso, tanto che gli stessi cinesi avevano mostrato sui loro social tutte le proprie preoccupazioni riguardo alla metodologia piuttosto invadente. I media nazionali erano poi corsi al riparo ridimensionato la notizia e rassicurando che i tamponi anali non sono adatti ai test di massa e ne sarebbe stato fatto un uso limitato pur se, effettivamente, gli scienziati li ritengano molto più accurati e affidabili nei risultati.  https://it.sputniknews.com

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