Stato di Polizia

Reopen Italia rappresenta un comitato spontaneo popolare, che da ormai un anno si riunisce sui social ed in piazza, migliaia di cittadini che esprimono un punto di vista che sostiene le tesi di autorevoli personalità nel campo medico, scientifico, giuridico etc, che hanno di fatto sollevato dubbi sulla narrativa dei mass-media sul racconto dell’emergenza in atto e sulla gestione della stessa.

Reopen Italia porta le informazioni con tutti i mezzi possibili sia sui social che in piazza e cerca di diffonderle su tutto il territorio nazionale.

Sabato 20 febbraio, come tutte le settimane era stata indetto un incontro al quale si sono presentate, in forze, le autorità della questura di Milano, dal primo momento hanno intimato agli organizzatori che una trasgressione dell’uso delle mascherine e del distanziamento avrebbe causato lo scioglimento della piazza, chiedendo a tutti i partecipanti che si erano presentati i documenti (circa 70 persone). Precisiamo che in tutte le manifestazioni all’inizio di esse si è sempre provveduto (come richiesto) a dare informazione che la questura chiedeva il rispetto delle normative anti-covid.

Le intimidazioni sotto la minaccia di azioni penali e della repressione (senza mai citare alcun articolo violato e col dispiegamento di polizia in tenuta anti-sommossa) ci hanno obbligato all’immediato scioglimento della piazza.

Al che spontaneamente alcuni cittadini per protesta hanno dato simbolicamente fuoco ad un cumulo di mascherine, le autorità cercavano di far pesare la responsabilità non imputabile al comitato una volta data comunicazione dello scioglimento della piazza.

In più mentre gruppi di persone si allontanavano dalla piazza gli agenti insistevano nel seguirli e filmarli per poter addossare un ulteriore responsabilità di un corteo.

Per questi motivi si era deciso di organizzare un successivo incontro per la settimana seguente, quindi per Domenica 28 in piazza XXV Aprile promuovendolo a livello Nazionale.

Dopo aver dato consueta comunicazione alla Questura di Milano e diffuso comunicati e volantini, a due giorni dall’incontro ci viene notificata una prescrizione che ci sposta la piazza in parco Sempione, evidentemente per allontanarci ed isolarci da punti di maggiore visibilità pubblica, a questa è seguito ricorso presso la prefettura di Milano ma cosa ancor più grave nelle stesse ore sono stati emanati dalla Questura di Milano, nei confronti di tre attivisti del comitato spontaneo popolare Reopen Italia, tre provvedimenti cautelari (fogli di Via) motivati dal fatto di avere assunto “posizioni negazioniste”, con divieto di ingresso (per due e tre anni) nel comune di Milano . Quindi è evidente che termini giornalistici di propaganda assumono valenza legale e giuridica alla stregua di leggi dello stato.

COMUNICATO REOPEN

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