Il caso di Giuseppe Delicati, medico censurato per le sue opinioni sul Covid

Il giornalista cattolico e saggista Maurizio Scandurra si schiera in difesa del dottore piemontese censurato ‘reo’ di dissentire pubblicamente dal Covid-pensiero.

Il caso di Giuseppe Delicati, il medico di famiglia di Borgaro Torinese censurato, fa discutere. E, soprattutto, rappresenta un’altra tappa di quel percorso ignominioso e inaccettabile che si chiama bavaglio di Stato: posto irrimediabilmente addosso a tutti coloro che, fortunatamente, non sono Covid-oriented. Covid-addicted.
E’ questa l’unica vera malattia che colpisce un Paese tecnicamente fallito in mano a una manica di incapaci, ignoranti, inconcludenti, insipienti e quant’altro. Nel regno dell’incerto, tra chi dice che il vaccino è utile, chi invece no, che il Covid è già mutato più volte e chi invece no, che siamo di fronte a una malattia mortale e chi invece no, tutto vale il contrario di tutto. Comprese le opinioni, i pensieri, i pareri, le suggestioni, le ipotesi. Quindi, chi ha ragione? Solo gli anni lo diranno.

Giuseppe Delicati è un medico. Quindi, non un opinionista qualunque. E non si capisce per quale motivo in quest’Italietta comica, ridicola e vergognosa, se a profetare scenari calamitosi sono uomini di scienza a favore del virus tutto va bene. Se, invece, qualcuno usa la testa, reagisce, riflette e si oppone, ecco che inizia lo stillicidio.

Italiani, sveglia: chiedetevi a chi o a che cosa serve il Covid, e capirete ove sta la verità. Che non è certo quella dei numeri dei telegiornali, delle statistiche dei talk-show di Gruber o Mentana, e di tutte le emittenti piegate a 90° a un potere di fatto impotente: un branco di imbecilli asserragliati al Governo che faticano persin a fare 2+2 senza commettere errori.

Da una parte la solita magistratura che non fa altro che additare e perdere tempo in quisquilie, quando in questo Paese i processi che contano e fanno la differenza in un’esistenza spesso e volentieri durano una vita: e, in moltissimi casi, anche più della stessa vita delle persone in attesa di ‘giustizia’.

Dall’altra l’ASL TO4 che punisce come la più cattiva delle maestre acide il dottore non allineato al Covid-pensiero imposto, tagliandogli per cinque mesi del 20% lo stipendio. Invochiamo tanto il termine democrazia, ce lo mettiamo in bocca costantemente, e poi? Che facciamo?  Se parla Pregliasco va tutto bene, se a pronunciarsi e a differire sono invece Tarro o Zangrillo storciamo il naso. Ma, dico, siamo mica impazziti?

E intanto mettiamo alla gogna chi si rifiuta di prestarsi al gioco sporco di una pseudomalattia che si fa strumento di controllo: come il medico piemontese, liberissimo in maniera sacrosanta di pensarla diversamente.

Chiudiamo la bocca a tutte quelle illustri personalità come ad esempio il Professor Alessandro Meluzzi che, avendo perfettamente capito come stanno le cose, da tempo non vediamo più in onda, salvo la piccola parentesi di ‘Quarto Grado’, né a Mediaset né in Rai: perché la Verità è come lo Spirito Santo, corre veloce ed è contagiosa più di questa inaccettabile farsa chiamata Covid. E i nostri ‘amati’, luciferini politici italiani lo sanno bene che hanno le ore contate, ed è per questo che se la fanno addosso cercando in tutti i modi di tappare bocche scomode ma oneste e sincere.

Nel mentre il Dottor Delicati ha annunciato che farà ricorso contro le misure draconiane ingiustamente impostegli da coloro che sono avvezzi a credere alle favole, Coronavirus incluso. Volete sapere come finirà? Ve lo dico subito: vincerà, esattamente come tutti quei parlamentari a cui, per voler degli ignobili grillini, è stato illecitamente tagliato il dovuto vitalizio. Perché, come canta Loredana Bertè, anche “il tempo è un gran dottore”.

Maurizio Scandurra

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