Cosa contengono i vaccini? Sono dannosi?

Prof. Paolo De Bernardi – – Cosa contengono i vaccini? La vaccinazione non intende essere una misura terapeutica, bensì profilattica, cioè si tratta di agire su persone sane per impedire che si ammalino in futuro di una certa malattia. Il vaccino è un preparato derivante da una sospensione di batteri o virus, che possono essere vivi attenuati o uccisi. Sono perciò detti “antitossici” quelli costituiti da batteri (del tifo, della tubercolosi, della peste, ecc.); sono detti “antivirali” quelli costituiti da virus (polio, rabbia, vaiolo, influenza, ecc.); altri vaccini sono ottenuti per manipolazione genetica.

Il principio sul quale si basano le vaccinazioni pretende che inoculando nell’organismo questi virus o batteri, vivi, attenuati o uccisi, naturali o manipolati geneticamente, si sviluppino poi degli anticorpi che dovrebbero proteggere l’organismo contro la malattia di cui ha già ricevuto il virus o batterio, iniettatogli nel sangue, o assunto per via orale.

Di fatto il vaccino del vaiolo è coltivato sulla pelle di vitelli e pecore, oppure occhi di coniglio; quello del tetano è ricavato da tessuti di cavallo; quello della rabbia da tessuti di cane, pecora, scimmia, coniglio, criceto, ratto, topo, uovo di gallina, uovo di anatra; Quello della tubercolosi usa le arvicole o le mammelle di mucca; quello della polio usa reni e testicoli di scimmia; quello contro la rosolia usa reni di coniglio; il vaccino contro il morbillo usa tessuti di cani, reni di porcellini d’india, uova di quaglia giapponese, embrioni di pollo; quello contro la pertosse è coltivato su tessuti di topo, oppure su muco tratto dalla gola di bambini infetti; quello antinfluenzale su embrioni di pollo; quello antidifterite su sangue putrefatto di cavallo; quello antitifo è ricavato da materia fecale decomposta di ammalati di tifo.

Quasi sempre, su questi tessuti animali vi sono altri virus o batteri diversi da quelli di cui si vorrebbe l’immunizzazione, con la conseguenza che la loro introduzione nel sangue costituisce un salto nel buio: non si sa quali effetti potrebbero avere, a breve o a lungo termine.

Prima che un bambino abbia raggiunto l’adolescenza, nel suo sangue saranno stati iniettati vaccini con sieri antitossine per vaiolo, idrofobia, tetano, meningite cerebrospinale, febbre tifoidea, difterite, polmonite, scarlattina, ecc….il sangue di un adulto diventerà una mistura di dozzine di sporchi estratti batterici, di materie contaminate da malattie e di veleni utilizzati in farmaci distruttivi.

In generale, va detto, e la cosa è provata anche dalla letteratura scientifica della medicina occidentale, che qualsiasi intromissione nel sangue (iniezione) di qualsivoglia sostanza (anche le più innocue), è potenzialmente dannosa per l’organismo, che è programmato a usare l’apparato digerente per l’introduzione di qualsiasi sostanza proveniente dall’esterno, mai direttamente nel sangue.

Le sostanze che accompagnano il vaccino vengono dette “formulazione” e contengono anzitutto dell’idrossido di alluminio (sostanza con alto potere di assorbimento che accoglie il vaccino vero e proprio); poi c’è un battericida e fungicida che è il thiomersal (tiosalicilato di mercurio); seguono formaldeide (nota sostanza cancerogena) e antibiotici (come neomicina, ecc). Le sostanze più pericolose sono l’idrossido di alluminio, Al(OH)3, e il mercurio. Il primo, depositandosi nel cervello è indicato, in generale, come responsabile del morbo di Alzheimer; il secondo è noto come metallo pesante ad alta tossicità che si accumula nei reni e nel fegato, con tempi di eliminazioni che vanno da 12 a 15 anni. Ma il mercurio è anche capace di produrre aberrazioni cromosomiche, capaci di riverbero sulle generazioni successive.

I vaccini sono dannosi?

Col termine SIDS (Sudden Infant Death Sindrome) si intende la morte improvvisa e apparentemente senza cause del bambino intorno al terzo mese di età; anche indicata come “morte bianca”, il cui picco massimo di incidenza si colloca tra il secondo e il quarto mese di età, guarda caso proprio quando il bambino riceve il primo ciclo di vaccinazioni. Un conformismo che nasce dal tabù, proprio delle menti idolatriche, conduce medici di base e commissioni sanitarie ad evitare ogni indagine sulla possibile responsabilità del vaccino, nonostante che il picco statistico e spesso le testimonianze dei genitori diano indicazioni in quella direzione. Infatti alla vaccinazione seguono effetti collaterali che al genitore non sfuggono, avendo osservato il comportamento del bambino prima e dopo la somministrazione. E comunque, come acutamente ipotizzato da Coulter, al Congresso di omeopatia LIGA a Barcellona, nel 1990, potrebbe trattarsi di paralisi del nervo vago: Quest’idea era stimolata dall’osservazione che i bambini danneggiati dai vaccini soffrono di molte altre paralisi dei nervi craniali.

Il nervo vago è il punto di origine di gran parte dell’innervazione dei polmoni e più specificamente fornisce il controllo riflesso della respirazione. Se questo nervo viene indebolito da un’encefalite da vaccino, il riflesso della respirazione viene necessariamente compromesso. Tale osservazione è rafforzata dal netto aumento dell’asma e di altre patologie respiratorie osservate negli Usa dall’avvento della vaccinazione di massa. Vale la pena notare che molte di queste patologie vengono considerate ‘congenite’ (cecità, sordità, epilessia, incapacità di parlare, ritardo mentale). Tuttavia esse raramente vengono identificate alla nascita.

È più frequente invece che i genitori si rendano conto che il bambino non può vedere, udire o parlare o che è mentalmente ritardato quando ha nove mesi o un anno. Poiché non si può determinare alcuna altra causa per tali malattie, il medico decide che queste erano presenti alla nascita. Tuttavia, a questo punto, il bambino avrà già ricevuto tre volte il vaccino DPT (difterite, pertosse e tetano) e si sa che questa vaccinazione è in grado di provocare le malattie già citate.

Molto difficilmente una commissione medica sarà disposta a riconoscere una connessione tra tra morte del bambino e precedente vaccinazione anche quando la connessione sia evidente:”Ora ci si comincia a rendere conto che le iniezioni di qualsiasi tipo (incluse le vaccinazioni) possono aumentare il rischio di contrarre la polio. H. V. Wyatt [1992] del Dipartimento di Medicina Comunitaria dell’Università di Leeds è stato uno dei primi a studiare il collegamento stupefacente tra le iniezioni multiple di qualsiasi genere, soprattutto di penicillina, fatte ai bambini piccoli, con la poliomielite, in particolare in paesi in via di sviluppo dove i bambini ricevono più iniezioni rispetto ai paesi sviluppati”.

Coulter Harris è coautore di un importante volume (COULTER, FISCHER 1985), che è stato tra gli elementi determinanti che hanno spinto il Congresso Usa a varare nel 1986 la legge per l’indennizzo dei danneggiati da vaccino (Coulter è anche autore di un volume dal titolo eloquente: Vaccination, Social Violence and Criminality. The medical assault on the american brain, Berkeley 1990).

Molti dei medici legali che indagano sui casi di morte sospetta sono addirittura maestri nell’arte del sotterfugio. La vaccinazione viene raramente indicata come causa del decesso. Invece usano termini di grande effetto per falsificare i certificati di morte: arresto cardiaco, possibile miocardite, polmonite bronchiale bilaterale, setticemia causata da tonsillite purulenta, leucemia linfatica, streptococcal cellulitis, meningite tubercolare, paralisi infantile e SIDS, per elencarne soltanto alcuni

prof. PAOLO DE BERNARDI – dmi.unipg.it

Domani il prossimo capitolo: “Studi sui danni da vaccino”

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