Covid, UE ha chiesto informazioni su vaccino russo

L’Unione Europea ha chiesto informazioni alla Russia sul vaccino contro la Covid-19 noto come Sputnik V, ma Mosca non ha risposto. A rivelarlo è la Commissione Europea, nel verbale della riunione del collegio dei commissari dell’11 novembre scorso, consultato dall’Adnkronos, riunione in cui si è discusso del rafforzamento dei poteri dell’Ecdc, lo European Centre for Disease Prevention and Control, attualmente molto limitati.

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La commissaria alla Salute Stella Kyriakides, durante la riunione a Bruxelles, ha informato i colleghi che “l’autorizzazione per la commercializzazione dei vaccini deve necessariamente coinvolgere l’Ema (European Medicines Agency, Agenzia Europea per i Farmaci, ndr) e che, se gli Stati membri usano le procedure nazionali di autorizzazione, se ne devono assumere la piena responsabilità”.

“Le richieste di informazioni alle autorità russe riguardanti il loro vaccino – ha continuato la commissaria, secondo la sintesi fornita dal verbale – sono rimaste senza risposta, anche se la comunicazione di quei dati è essenziale per l’utilizzo di un vaccino simile nell’Ue”. In altre parole, in assenza di dati per l’Ema è impossibile autorizzare un vaccino ‘sulla fiducia’.

Kyriakides ha anche sottolineato che occorre la “massima vigilanza” sulla “rapida autorizzazione alla commercializzazione dei vaccini” sviluppati dalle case farmaceutiche “da parte dell’Ema. I vaccini russo e cinese vengono ora somministrati su larga scala e alcuni Stati membri hanno annunciato che li useranno in campagne vaccinali per le loro popolazioni“. ADNKRONOS

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