Covid, Morelli (Consulta): “ciascuno può essere sacrificato per tutelare gli altri”

“L’allarme per il virus si percepisce pure qui, ma la funzione di un’istituzione di garanzia è ancor più fondamentale in una fase di emergenza; che richiede però una responsabilità collettiva, come ha ricordato il presidente Mattarella”. Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera il presidente della Corte costituzionale Mario Rosario Morelli sottolineando l‘importanza della solidarietà – “valore apicale scolpito nella Costituzione – dice – per traghettare l’Italia oltre l’emergenza sanitaria. “Dalla solidarietà discende il dovere di evitare comportamenti egoistici e di perseguire sempre l’interesse comune“, spiega il presidente, aggiungendo che “ciò vale sia per le istituzioni che per ciascun cittadino”.

Poi ricorda quali sono i parametri applicati dal ‘giudice delle leggi’ nelle sue decisioni, a cominciare dal ‘bilanciamento dei diritti in gioco’. Questo bilanciamento è una regola che vale sempre, anche durante l’emergenza sanitaria, economica e sociale che vive l’Italia del Covid? “Certo, e comporta un piccolo sacrificio di tutti i valori in campo, perché non esistono ‘diritti tiranni’. La Corte lo ha scritto, tra l’altro, nella sentenza sull’Ilva di Taranto, quando bisognava trovare un equilibrio tra il diritto alla salute, il diritto al lavoro, il diritto d’impresa: non ce n’è uno da tutelare in maniera integrale a discapito di altri, ma, in una situazione di conflitto, ciascuno può essere sacrificato, sia pure nella misura minima possibile, per consentire la tutela degli altri. Ciò vale anche nella difficilissima stagione che stiamo vivendo”.

Il principio della solidarietà deve tradursi anche in una reale «leale collaborazione» tra poteri dello Stato. “La leale collaborazione – evidenzia Morelli- non è che il modo di declinare la solidarietà tra le istituzioni. È un principio immanente, e in momenti come quello attuale diventa ancora più pressante la necessità di praticarlo”.  adnkronos

Condividi