Grecia: 4 Ong accusate di spionaggio e traffico illegale di migranti

I servizi speciali greci hanno identificato quattro organizzazioni non governative coinvolte nel traffico di migranti dalla costa turca alle isole greche e nello spionaggio, ha affermato oggi il portavoce del governo Stelios Petsas in un briefing. Petsas ha affermato che uno dei punti chiave del piano delle autorità greche per risolvere la questione dei migranti è limitare il flusso di migranti e controllare le Ong coinvolte in attività illegali, e a tal fine è stato creato un registro delle stesse organizzazioni non governative.

“Dopo molti mesi di sforzi metodici e sistematici da parte del Servizio di sicurezza della polizia greca, in collaborazione con i Servizi speciali greci (EYP) e la Guardia costiera, sono state individuate quattro organizzazioni non governative con sede in Europa, 33 dei loro membri e altri due stranieri che, a dispetto dei loro obiettivi dichiarati, hanno organizzato il transito illegale di migranti dalla costa turca alle isole greche”, ha detto il portavoce del governo greco.

Petsas ha rilevato che le Ong in questione raccoglievano le informazioni sul posizionamento di navi della Guardia costiera e della marina militare greca, e in tal modo sono state coinvolte anche nel reato di spionaggio. Ha poi aggiunto che la posizione del governo è stata e rimarrà chiara: lo Stato si assume il compito della gestione del problema.

“Accogliamo con favore qualsiasi Ong che operi legalmente e voglia davvero contribuire. Tuttavia, coloro che agiscono in modo illegale, parassitario e a scapito dei nostri interessi nazionali saranno identificati dalle autorità e poi citati in giudizio. Il periodo in cui la Grecia era considerata porta aperta si è concluso”, ha detto Petsas.

Il portavoce del governo ha affermato che il primo ministro ha incaricato le forze armate, la polizia, la guardia costiera e il servizio di intelligence nazionale di intensificare la sorveglianza delle frontiere greche, che sono anche i confini esterni dell’UE.

Un’operazione di servizi di sicurezza e forze dell’ordine greche, denominata “Alcmena”, è stata avviata a maggio. Due agenti dell’intelligence greca si sono recati in Turchia, presentandosi come migranti clandestini. In seguito sono riusciti ad entrare in contatto con chi si occupava del traffico delle persone e hanno fatto il tragitto per l’isola di Lesbo a bordo di una nave.

Le indagini hanno scoperto quattro organizzazioni non governative. In totale, sono stati arrestati di 35 membri di queste Ong, tra cui cittadini tedeschi, francesi, svizzeri, austriaci, bulgari e norvegesi.

Crisi migranti in Grecia – Le isole greche ospitano decine di migliaia di richiedenti asilo: risultano sovraffolati i campi, dove le persone soggiornano in condizioni difficili. A settembre, il campo di Moria è stato distrutto da un enorme incendio, lasciando quasi 13.000 migranti senza rifugio. Secondo i media greci, l’incendio potrebbe essere stato di origine dolosa e provocato dagli stessi profughi. L’incendio è scoppiato dopo che sono emerse notizie secondo cui a 35 residenti del campo era stato diagnosticato il COVID-19.

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