Svizzera, approvato salario minimo da record: 3.800 euro al mese

La Svizzera approva il salario minimo da record: 3.800 euro al mese per i lavoratori. Una paga minima da 4.086 franchi svizzeri al mese, pari a circa 3.800 euro per tutti i lavoratori: ecco quanto deliberato dal Cantone di Ginevra, in Svizzera. Si tratta della cifra più alta al mondo, stabilita dopo un referendum “ad hoc”. Già nel 2011 e nel 2014 i cittadini del cantone svizzero erano stati chiamati a votare sulla questione: entrambe le volte aveva vinto il “no”. Ora le cose sembrano essersi modificate a causa della crisi economica generata dalla pandemia di Covid-19.

A Ginevra in Svizzera il salario minimo più alto del mondo – Lo hanno deciso i 500mila aventi diritto al voto del Cantone nel referendum di domenica scorsa, in cui il 58% delle preferenze è andato a favore della proposta voluta dai partiti della sinistra, dopo che la stessa riforma era stata respinta più volte in passato dagli elettori svizzeri. Il testo prevede una remunerazione di 23 franchi l’ora (poco più di 21 euro) per 41 ore settimanali di lavoro, il che lo rende il salario minimo più alto del mondo. La Svizzera non impone un salario minimo a livello nazionale e Ginevra diventa così il terzo cantone ad adottarne uno dopo quelli di Giura e Neuchatel dove è di 20 franchi l’ora.

Ginevra è una delle città più care al mondo – La misura era particolarmente attesa da sindacati e partiti di sinistra visto che Ginevra è una delle città più care al mondo (e cara è in generale la vita nel paese), al punto tale che più di 300mila lavoratori svizzeri vivono nella vicina Francia, dove i costi sono inferiori. Il cantone di Ginevra è molto dipendente dal turismo, e in particolare dall’afflusso di viaggiatori che arrivano per ragioni d’affari o diplomatiche, in quanto la città ospita il secondo quartier generale dell’Onu: la regione ha particolarmente sofferto della crisi legata alla pandemia soprattutto per le restrizioni ai viaggi, e sempre più famiglie ricorrono alle distribuzioni di cibo per strada.

Michel Charrat dell’European Cross-Border Group, associazione che sostiene i lavoratori transfrontalieri, ha detto alla televisione France 3 che il risultato del voto ha segnato un “movimento di solidarietà” con i poveri che aiuterebbe a “ristabilire un certo equilibrio tra la gente della Grande Ginevra”. La riforma entrerà in vigore il 17 ottobre e andrà a beneficio di circa 30mila lavoratori a bassa retribuzione, due terzi dei quali donne, molti impiegati come addetti alle pulizie o in ristoranti o parrucchieri.

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