Attacchi hacker, UE sanziona servizi segreti russi e società informatiche

I servizi segreti russi, ma anche una società informatica della Corea del Nord, una della Cina e 6 hacker cinesi e russi. Tutti finiti nel mirino delle sanzioni dell’Ue, che per la prima volta ha imposto misure restrittive nei confronti di entità e soggetti accusati di attacchi informatici. E’ quanto emerge dalla lista pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.

I reati contestati riguardano il tentato attacco informatico ai danni dell’Opcw (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) che ha sede in Olanda, e gli attacchi pubblicamente noti come “WannaCry”, “NotPetya” e “Operation Cloud Hopper”. Le sanzioni imposte includono il divieto di entrare nel territorio Ue e il congelamento dei beni. E’ fatto inoltre divieto alle persone ed entità dell’Ue di mettere fondi a disposizione delle persone ed entità inserite in elenco.

Le sanzioni sono una delle opzioni disponibili del pacchetto di strumenti della diplomazia informatica dell’Ue per prevenire, scoraggiare e contrastare attivita’ informatiche dolose condotte contro l’Ue o i suoi Stati membri e oggi, per la prima volta, l’Ue ha utilizzato tale strumento. Il quadro giuridico relativo alle misure restrittive mirate contro gli attacchi informatici è stato adottato nel maggio 2019 e rinnovato di recente.

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