“Italia agli Italiani”, per riemergere dalle proprie ceneri

di Ornella Mariani

Nel 1944, Guglielmo Giannini fondò il settimanale “L’Uomo qualunque” che, cavalcando il malessere sociale e sfiducia nella Politica, si trasformò in ampio Movimento di Opinione soprattutto al Sud ove, propostosi come Partito, riscosse un enorme successo nelle elezioni per l’Assemblea Costituente e nelle le elezioni amministrative. Tuttavia, la mancanza di un programma organico lo portò al declino dopo la consultazione elettorale del 1948.
Settantacinque anni dopo, analoga sorte si è abbattuta sui Pentastellati che, privi di retroterra culturale e ideologico, dopo aver registrato un formidabile consenso fondato su suggestioni assistenziali ingannevoli e degne della peggiore tradizione latino/americana, si sono consegnati ad un eclatante e prevedibile tracollo.

E’ questo uno dei dati di rilievo postelettorale.

L’altro è il successo personale di Matteo Salvini.

L’altro ancora è la sfida fra buonsenso e mistificazione: la Maggioranza degli Italiani se ne fotte di questa Europa bugiarda, scorretta e ambigua ed ha acceso il motore del cambiamento attraverso:

l’esigenza di affrancarsi dall’accusa di Razzismo e di riappropriarsi del proprio diritto identitario;
il rifiuto del ruolo di Parenti Poveri di una prepotente coalizione continentale, fondata sul delirio di uno Psicopatico e sul preteso Leaderismo di una Signora in carne, che si sottrae alle “diete” imposte a noi;
la secca bocciatura della triade Bonino, Boldrini, Kyenge e del ripugnante “ nuovo stile di vita” da esse auspicato;
la indicazione netta dell’inesistenza del Fascismo largamente presente, invece, nella cultura e nella condotta dei sedicenti Antifascisti;
la possibile speranza che gli Elettori hanno incarnato in Matteo Salvini.

E così sia, in questa voglia di italianità che può riemergere dalle proprie ceneri malgrado le buffonesche considerazioni di tal Alan Friedman e le faziose elucubrazioni di Piero Sansonetti: “ Salvini è un Ayatollah…. Che figura facciamo in Europa quando Salvini si presenta col crocefisso? “
Direi che facciamo la figura di quelli decisi ad essere se stessi e a difendere la propria tradizione anche religiosa, a fronte della violenta decristianizzazione dell’Europa e dell’Italia, a margine del regolamento di conti fra Gesuiti e Benedettini/salesiani indifferenti all’abbandono della Chiesa bergogliana da parte di cinque milioni di Cattolici e all’assenza di vocazioni dal 2018…

Sansonetti avrebbe dovuto domandarsi che figura abbiamo fatto in Europa nel perdurare della presenza della antisemita Mogherini, il cui mandato da 25.845,35 euro mensili cessa finalmente il prossimo 1° novembre lasciandoci in eredità una serie di fallimenti, fino al veto posto dal premier kosovaro Ramush Haradinaj sul dialogo con la Serbia; fino all’affronto rivolto alle Donne e ai millantati valori europei, con la esibizione degli stracci in testa per compiacere Hassan Rouhani; fino al silenzio sulla destabilizzazione della Libia attuata dall’Intelligence francese; fino alla reticenza sulla valanga migratoria che ha sbrindellato l’Italia a danno della sicurezza nazionale e fino alla revoca della delega sulla Difesa che Jean Claude Junker assegnò a Michel Barnier.

In definitiva, tranne il disagio di un imbarazzato ed imbarazzante Mattarella, le prospettive sono incoraggianti: Matteo Salvini ha rivelato spessore in grado di travolgere anche i pregiudizi di gran parte del Sud e, nei fatti, ha ridimensionato quell’ex Bibitaro privo di capacità, Protagonista dell’ultima ed infelice barzelletta di Beppe Grillo.

Colpevole di una irresponsabile contrapposizione denunciante il complesso di inferiorità nei confronti del Ministro dell’Interno, e relegato in un angolo del Governo, per ancora galleggiare egli dovrà scegliere fra l’uscire di scena o arrendersi alla sola funzione di Yesman e, astenendosi dal propinarci quel sorriso melenso e invidioso comune a tutti i Mediocri, darsi ad una autocritica seria sulla Caporetto che ha liquidato le velleità sue e di molti suoi impresentabili Sodali.

Il processo di ricostruzione del Paese sfiduciato e distrutto da corruzione, incompetenza e invasioni dipende, ora, da un fortissimo Salvini sul quale ricade l’onere di imporsi in un’Europa ove il Sovranismo non ha vinto, ma neppure ha perduto….

Con cauto ottimismo, possiamo parafrasare la dottrina di John Quincy Adams, pronunciata da James Monroe il 2 dicembre del 1823, e pensare ad un’Italia agli Italiani.

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