di Franco Bechis
7 genn – Due anni di spending review, e lo stipendio sale su. È il miracolo compiuto a palazzo Chigi dagli ultimi due governi, quelli di Mario Monti ed Enrico Letta, che le hanno sparate più grandi che mai sul taglio di costi della politica e della pubblica amministrazione. Gran parte degli stipendi degli italiani grazie alle manovre finanziarie di quei due sono scesi limati dalle tasse e hanno perso potere di acquisto. A palazzo Chigi è accaduto l’esatto opposto.
Stipendi dei top manager cresciuti in media del 25-30%, quelli delle seconde fasce del 10-15% fra il 2011 ed oggi. Il dato clamoroso è ottenibile confrontando la tabella degli emolumenti nella sezione trasparenza del sito Internet del governo alla fine del governo di Silvio Berlusconi con quello più recente del governo Letta. Il primo dato è aggiornato al novembre 2011, il secondo al 3 dicembre 2013. In mezzo appena due anni, che però agli italiani sono davvero sembrati una vita: una montagna di tasse, la riduzione di molti servizi essenziali, la perdita continua di posti di lavoro, l’aumento vertiginoso della disoccupazione giovanile. A palazzo Chigi il posto l’ha perso solo uno stretto gruppo di collaboratori dei presidenti dei Consiglio e dei ministri senza portafoglio che si sono via via succeduti. Nemmeno tutti, per altro: anzi, qualche dirigente precario ha pure trovato occupazione a tempo indeterminato con i passaggi delle consegne.(…)
l’approfondimento di Franco Bechis
su Libero, in edicola oggi, martedì 7 gennaio