Di Pietro al ministro Grilli (azionista Rai): blocchi lo scandalo dei 650mila euro di stipendio Gubitosi

Luigi Gubitosi

19 lug. – “La decisione di assegnare al nuovo direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, uno stipendio di 650mila euro annui e’ scandalosa. In un momento di cosi’ grave crisi economica, in cui si chiedono sacrifici di ogni tipo ai cittadini, dare un compenso tanto alto e’ immorale”. Antonio Di Pietro prende carta e penna, allora, e annuncia di aver inviato una lettera al ministro dell’Economia e delle Finanze, Vittorio Grilli. “Oggi stesso – prosegue – l’Italia dei Valori presentera’ un’interrogazione parlamentare per chiedere un intervento immediato affinche’ venga bloccata questa decisione scandalosa”.

Spending review? RAI, a Gubitosi stipendio di 650mila euro annui

“Come lei sa – scrive il leader IdV nella lettera – la legge prevede che la nomina del direttore generale della Rai sia approvata dal Cda dell’azienda, d’intesa con l’azionista.  Senza questa intesa, la nomina non puo’ ritenersi perfezionata.
Nella sua qualita’ di azionista della Rai, e’ sua facolta’ negare la suddetta intesa, almeno fino a quando non si addivenga a una ridefinizione del contratto del direttore generale meno onerosa in rapporto alla sua durata e alla retribuzione annua prevista”. “Come e’ noto, il cda della Rai ha affidato al dott.
Gubitosi la direzione generale dell’azienda. Secondo notizie di stampa non smentite, al neo direttore generale e’ stato garantito un contratto a tempo indeterminato e una retribuzione annua di 650.000 euro. Si tratta di una decisione scandalosa.
In un Paese in cui soprattutto ai meno abbienti si stanno chiedendo sacrifici pesantissimi e in cui vi sono membri del governo che spiegano ai precari quanto sia noioso il lavoro a tempo indeterminato – conclude Di Pietro – non si puo’ avallare, in alcun modo, la decisione presa dal cda della Rai

Come azionista Rai, chiamato a dare l’intesa sulla scelta del vertice Rai, puo’ intervenire per bloccare una decisione iniqua e inaccettabile. Per questo, le avanzo la richiesta di negare l’intesa in modo che si possa pervenire a una piu’ equa soluzione”. (AGI) .

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