Riccardi allarmato per islamizzazione nel Mali, servono fondi cooperazione

15 lug. (TMNews) – “Abbiamo un nuovo Afghanistan che sta per esploderci sotto i piedi con l’islamizzazione del Mali“. E’ questo l’allarme lanciato oggi dal ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, che in un’intervista al Corriere della Sera spiega come la cooperazione possa favorire la stabilità delle aree di crisi del mondo.

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“La cooperazione non è un lusso”, precisa subito Riccardi, sottolineando come “un Paese che si proietta nella globalizzazione deve fare cooperazione, che non è solo solidarietà ma anche connessione robusta del sistema Italia con gli altri”.

Il ministro ha quindi indicato nel Sahel, dove “ci sono 18 milioni di persone colpite dalla carestia”, una delle zone prioritarie di intervento italiano, perchè “è da lì che passano le rotte del traffico di armi e uomini” e perchè lì il nord del Mali “rischia di essere il nuovo Afghanistan”, con la presa di controllo da parte degli islamici legati ad al Qaida.

Prioritario è anche l’intervento nel Corno d’Africa, perchè è dall’Eritrea e dell’Etiopia che “i migranti affrontano viaggi pazzeschi”, perchè la Somalia si sta avvicinando alla conclusione del periodo di transizione, e il Kenya si sta “ammalando” per la destabilizzazione somala.

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La cooperazione va quindi ripensata come “un elemento che aiuta la stabilità” e in tale ottica si terrà a Milano, i prossimi 1 e 2 ottobre, il primo Forum della cooperazione a cui interverrà anche il Presidente del Consiglio Mario Monti. “Ci saranno grandi aziende, ong, enti locali e tutti insieme dimostreremo che la cooperazione è un dovere, ma conviene all’Italia”, ha concluso.

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