Uno Stato di Polizia che vuole entrare anche nei nostri letti

di Alessandro Sallusti

Questi non hanno idea di come risolvere i problemi della decrescita, della disoccupazione e del calo dell’ industria, tanto è vero che tutti e tre gli indicatori segnano un pesante rosso che non ha eguali in Europa. Però sono ossessionati dall’ idea di doverci spiare e punire, punire e spiarci come il più classico dei governi che si rifanno al socialismo reale. Con la scusa della lotta alla criminalità stanno trasformando il Paese in uno Stato di polizia che entra nella vita di chiunque per poi rimanerci con la legge sulla fine prescrizione mai per l’ appunto a vita.

In questo senso la relazione che i tecnici hanno fatto alla commissione parlamentare sull’ uso da marzo dei trojan nella giustizia ordinaria, come deciso dal duo Bonafede-Orlando, è inquietante. Trojan non è una parolaccia storpiata, è il nome di un virus informatico che può essere facilmente iniettato (con una banale e-mail o messaggino) nel telefonino o nel computer di chiunque. Basta un clic e i magistrati diventano padroni, non solo dei contenuti, ma anche del microfono e della telecamera incorporate che possono essere azionate anche ad apparecchio spento. Ma nessuno dicono i tecnici consultati può garantire la veridicità dei contenuti carpiti e la loro segretezza fuori da fini e ambiti processuali essendo gestiti da società private (e, aggiungiamo noi, da una magistratura assai disinvolta).

Ben sappiamo come l’ uso improprio da parte delle procure della semplice intercettazione telefonica produca effetti devastanti sulle vite dei malcapitati, immaginiamoci cosa può succedere se non solo le parole dette al telefono, ma l’ intera nostra vita privata e pure quella intima finisse in diretta sui video dei magistrati manco fossimo al Grande Fratello. Dicono: «Se non hai nulla da nascondere nulla devi temere», che è un po’ quello che la Stasi (la polizia segreta della Ddr) diceva ai cittadini tedeschi, il Kgb a quelli sovietici e, per stare ai giorni nostri, i servizi segreti egiziani ai Regeni di turno.

Trasformare la democrazia italiana in una enorme «Casaleggio associati» è da sempre il sogno dei Cinque Stelle.

Grazie al Pd, passo dopo passo, ci stanno riuscendo. E poi dicono che il rischio dittatura arriva da destra.

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One thought on “Uno Stato di Polizia che vuole entrare anche nei nostri letti

  1. tranquilli. Gli algoritmi della casallegio casalleggiano cileccando sempre. E non fanno neanche ridere. Grillo e Grilla….le maRtellate so’ quelle cose che spiaccicano i grilli a tutte l’ore…Ma che parlate a fa’
    Ma che parlate a fa’ Li dentro ce sta solo infamitààààààà !

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