“La Legge Mancino accusò anche la Fallaci. Ecco perché voglio abrogarla”

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di Claudio Cartaldo

L’ultima bufera sul ministro Fontana è stata scatenata dalla sua proposta di abrogare la legge Mancino.

Dopo le proteste delle opposizioni, oggi il leghista in una intervista alla Stampa spiega il perché di quella uscita. “È una legge giusta usata per fini sbagliati – dice il ministro – Benissimo perseguire i razzisti veri. Ma il problema è che ormai tutto quello che non si uniforma al pensiero unico e al mainstream globalista diventa razzismo. Così è passata l’equazione che chi è contrario all’immigrazione incontrollata sia razzista. Ma fermare l’invasione e difendere la propria cultura non sono forme di razzismo. Sono legittime scelte politiche che non possono essere negate per legge. Del resto, sulla base della legge Mancino fu accusata anche Oriana Fallaci”.

Certo. Ha fatto discutere il fatto che la proposta sia arrivata proprio mentre la sinistra non faceva altro che condannare “l’onda razzista” che si sarebbe abbattuta sul Belpaese, con il grave episodio di Moncalieri. Peccato che poi l’uovo lanciato sull’occhio della giovane atleta italiana fosse stato lanciato da un gruppo di ragazzi (tra cui il figlio di un esponente Pd).

Ecco perché per Fontana “bisogna distinguere” tra razzisti veri e quelli che sono definiti tali solo per vantaggio di una parte politica. “Non va bene usare l’accusa di razzismo come una clava contro chi la pensa diversamente – dice il ministro – Salvini e la Lega non sono razzisti”. “Sono stufo e anche un po’ arrabbiato – continua Fontana – Prima una campagna elettorale tutta sul razzismo, poi Salvini accusato di razzismo, poi il caso della ragazza colpita a Moncalieri: l’uso strumentale del razzismo è evidente. Comunque se dà tanto fastidio la richiesta di abrogare la legge, allora scriva che vorrei modificarla”.

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