Bonino: “Il ritorno di sovranismo e nazionalismo è la malattia d’Europa”

“Chiusura delle frontiere, uscita dall’euro, doppia moneta: tutte stupidaggini che non ci daranno un futuro migliore”. “Io di destra o di sinistra? Sono una liberale”.

Abbiamo intervistato Emma Bonino leader della lista +Europa e candidata alle elezioni politiche nello schieramento di centrosinistra. Le abbiamo chiesto qual è, secondo lei, lo stato di salute dell’Unione europea.

“Io penso che per fortuna ce l’abbiamo . Da federalista da sempre penso che bisogna riprendere il progetto europeo e portarlo più avanti. Rimane il fatto che nello scenario internazionale con Putin da una parte e Trump dall’altra, la Cina in piena espansione, tutto il Mediterraneo e il Sahel a ferro e fuoco…in questo scenario in cui il vecchio ordine mondiale sta morendo ma ancora non si affaccia ancora quello nuovo, la sola idea che 27 se ne vanno ognuno per fatti loro è preoccupante”.

È un malato con la febbre alta l’Unione o è in agonia?

“Ho l’impressione che questa malattia dei nazionalismi è quella che sta contagiando di più i Paesi e quindi questo ritorno di sovranismo, di nazionalismo poi porta alla competizione. Mitterand disse una volta ‘le nationalism c’est la guerre’ perché parte da guerre commerciali e poi non sai bene dove vai a parare. Il nostro sforzo è di rendere consapevoli i cittadini italiani che non è che chiudendo le frontiere, uscendo dall’euro o magari mettendo in circolazione la doppia moneta e non si sa quale altra stupidaggine, che avremo un futuro migliore”.

Emma Bonino lei raccoglie le simpatie di tanti delusi di sinistra, questo immagino le faccia piacere ma Emma Bonino, oltre a essere radicale, è di destra o di sinistra?

“Non sono molto interessata a questo, io sono una liberale non alla Thatcher, ma semmai con molta attenzione al sociale ai malati ai più fragili agli stranieri ai rifugiati. Il mio modello potrebbe essere Beveridge”.

Nel programma di +Europa c’è scritto congelare la spesa. Come si concilia questo con misure di welfare per gli ultimi?

“Rimodulando la spesa, come farebbe qualunque famiglia indebitata che non vuole aumentare la spesa ma può rimodulare all’interno la spesa corrente dando più evidenza a certe voci che ad altre. Per esempio se noi applicassimo qualcuna delle proposte di spending review di Cottarelli, mettendo a gara certe municipalizzate che sono in rosso da decenni decenni e decenni, già avremmo fatto un passo avanti”. EURONEWS

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