Appello del Procuratore Gratteri: “i capimafia scelgono i candidati da votare, ribellatevi”

L’appello del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri :

Ecco cosa producono i partiti, mafia e malaffare!

Ancora mafia e politica, la situazione è gravissima ascoltate l'appello del Procuratore Gratteri, informatevi ed informate, ribelliamoci davvero prendendo coscienza del livello di corruzione e del malaffare che la politica ha creato in Italia.Ieri c'è stata una delle più grandi operazioni antimafia degli ultimi 20 anni, sono state arrestate 170 persone e altre decine sono state indagate, tra loro anche politici appartenenti ai partiti. Tre i sindaci arrestati, uno era anche il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla. Parrilla, ricopriva anche la carica di sindaco di Cirò Marina, accusato di associazione mafiosa è ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali. Oltre a Parrilla sono poi stati arrestati il sindaco di Strongoli Michele Laurenzano(PD) e quello di Mandatoriccio Angelo Donnici. Complessivamente sono una decina gli amministratori locali coinvolti, tra i quali figurano anche il vice sindaco di Casabona Domenico Cerrelli e il presidente del Consiglio comunale di Cirò Marina Giancarlo Fuscaldo. L'appello del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri : "ormai da decenni sono i candidati che vanno a trovare i capimafia per chiedere pacchetti di voti in cambio di appalto in cambio di una concessione della cosa pubblica. Questa volta abbiamo dimostrato una cosa ancora più grave, e cioè che i capi mafia nominano, i capimafia scelgono i candidati da votare, i candidati da eleggere.La situazione è veramente drammatica, bisogna incominciare a prendere posizione oltre che prendere conoscenza e coscienza e quindi è uscite dal guscio delle vostre case impegnatevi nel sociale occupate le strade occupate le piazze ma fate qualcosa ribellatevi a questo andazzo"La cosca di 'ndrangheta Farao-Marincola al quale secondo gli inquirenti sarebbe affiliato il sindaco di Cirò Marina, grazie alla collusioni di alcuni amministratori pubblici, era riuscita ad infiltrarsi anche nell'accoglienza ai migranti. In particolare, secondo quanto emerso dall'operazione, un immobile adibito a centro accoglienza profughi a Cirò Marina sarebbe stato riconducibile alla cosca. La struttura era gestita da una serie di cooperative compiacenti, i cui rappresentanti, per l'accusa, fungevano da collegamento con gli enti pubblici per ottenere finanziamenti e autorizzazioni. Il sodalizio criminale otteneva così, sostanzialmente in esclusiva per le proprie ditte, la fornitura di beni e servizi ai migranti, accrescendo ulteriormente i propri introiti grazie anche al sistematico ricorso a fatturazioni gonfiate.In 186 tra arrestati ed indagati http://bit.ly/OperazioneStigeL'inchiesta sulla TAV che ha portato all'arresto del senatore Cardidi http://bit.ly/2DeZnMjVotazione arresto senatore Caridi, il Senato approva http://bit.ly/2CWhJ7b

Geplaatst door Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S op woensdag 10 januari 2018

“ormai da decenni sono i candidati che vanno a trovare i capimafia per chiedere pacchetti di voti in cambio di appalto in cambio di una concessione della cosa pubblica. Questa volta abbiamo dimostrato una cosa ancora più grave, e cioè che i capi mafia nominano, i capimafia scelgono i candidati da votare, i candidati da eleggere.
La situazione è veramente drammatica, bisogna incominciare a prendere posizione oltre che prendere conoscenza e coscienza e quindi è uscite dal guscio delle vostre case impegnatevi nel sociale occupate le strade occupate le piazze, ma fate qualcosa ribellatevi a questo andazzo”

Video – Da Nord a Sud collusioni tra la ‘ndrangheta e il Pd

Blitz contro la ‘ndrangheta, le mani delle cosche anche sulla gestione dei migranti

La cosca di ‘ndrangheta Farao-Marincola al quale secondo gli inquirenti sarebbe affiliato il sindaco di Cirò Marina, grazie alla collusioni di alcuni amministratori pubblici, era riuscita ad infiltrarsi anche nell’accoglienza ai migranti. In particolare, secondo quanto emerso dall’operazione, un immobile adibito a centro accoglienza profughi a Cirò Marina sarebbe stato riconducibile alla cosca. La struttura era gestita da una serie di cooperative compiacenti, i cui rappresentanti, per l’accusa, fungevano da collegamento con gli enti pubblici per ottenere finanziamenti e autorizzazioni. Il sodalizio criminale otteneva così, sostanzialmente in esclusiva per le proprie ditte, la fornitura di beni e servizi ai migranti, accrescendo ulteriormente i propri introiti grazie anche al sistematico ricorso a fatturazioni gonfiate.



   

 

 

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