Livorno, lavoratrice sospesa per un like su Facebook

Il sindacato organizza una manifestazione di protesta poi pubblica delle foto su Facebook, foto fuori dal ristorante Porca Vacca a Livorno. “Schiavi mai! Presidio in sostegno dei lavoratori di “Porca Vacca” a #Livorno Contro sfruttamento e precarietà” scrivono nella didascalia dellle immagini. Una dipendente del locale mette un “mi piace” e viene sospesa per 5 giorni dal lavoro.

La reazione

La reazione di Cgil, Usb e Coordinamento Lavoratori Livornesi è immediata. L’appuntamento è davanti al ristorante e inizia la protesta, a base di bandiere, slogan e volantini.

La parola d’ordine è “Porca Vacca: minacce, lettere di richiamo, sospensioni, Ora Basta”, mentre i dipendenti incrociano le braccia e dichiarano lo sciopero. Un danno significativo per il ristorante rimasto deserto durante una giornata cruciale per gli incassi come il sabato sera.

Momenti di tensione

Il titolare del Porca Vacca esce per incontrarli ma la situazione non migliora, anzi ci sarebbero state delle minacce. “Ci è venuto a un metro di distanza – dice Leonardo Zaru, delegato Cgil e lavoratore del ristorante al cronista de Il Tirreno – e ha scattato le foto a ognuno di noi. Ha detto che ce l’avrebbe fatta pagare. Questa è solo l’ultima di una lunga serie di atteggiamenti che siamo costretti a subire quotidianamente: ora è arrivato il momento di dire basta”.

Poi tutto rientra nella normalità. La solidarietà con la ragazza “punita” per il like c’è tutta, in ogni caso i sindacalisti e i lavoratori stigmatizzano anche le condizioni di lavoro: “L’inquadramento nei livelli, il gran numero di apprendisti rispetto al totale, il clima interno nei riguardi dei lavoratori”.

Lo sciopero continua

Spesso “quando arriva il capo da Grosseto ci dice che se non siamo d’accordo con quello che dice, possiamo anche andare via. Ma non va bene così. Vogliamo dei contratti regolari”, fanno presente i lavoratori. Così continueranno lo sciopero anche oggi. Domani invece la ragazza che ha ricevuto la lettera con la sanzione della sospensione si presenterà nella sede centrale di Grossetto accompagnata dai sindacalisti.

“Vogliamo parlare con i dirigenti per risolvere i contratti di lavoro dei dipendenti. Cerchiamo la soluzione più civile possibile, ragionando con chi di dovere per regolarizzare le varie situazioni”, afferma sul Tirreno Monica Cavallini della Filcams Cgil. TISCALI



   

 

 

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