Almaviva, Rsu Roma non firmano l’accordo: 1666 licenziamenti

 

Si apre la strada del licenziamento per gli oltre 1.600 lavoratori del call center Almaviva di Roma dopo che nella notte le Rsu hanno deciso di non firmare l’accordo con governo e azienda per proseguire la vertenza sino a fine marzo.

D’accordo invece le rappresentanze sindacali della sede di Napoli, dove sono impiegate 845 persone, per le quali c’è ancora la possibilità di salvare il posto di lavoro.

L’intesa prevede che le parti, coordinate dal viceministro allo Sviluppo Teresa Bellanova, trattino per individuare soluzioni strutturali sul controllo a distanza, il recupero effettivo della produttività e un intervento temporaneo di riduzione del costo del lavoro (sospensione degli scatti di anzianità).

Condizioni inaccettabili per le Rsu romane che avevano il mandato dei lavoratori a non accettare alcun taglio al costo del lavoro né i controlli a distanza.

“Questo accordo ci pareva molto equilibrato. Nella notte la Rsu di Roma non l’ha controfirmato, quella di Napoli sì. Una scelta che ovviamente rispetto, sul merito non voglio entrare. Chiaro è a questo punto che non c’è alternativa ai licenziamenti, perché la procedura si è conclusa”, ha commentato stamani il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda.

“Ci dispiace che questo sia accaduto. Siamo contenti di aver preservato l’occupazione su Napoli, ma non vogliamo rilasciare alcun tipo di sensazione di entusiasmo, perché bisogna continuare a negoziare, non abbiamo risolto la questione. Ma sono convinto in buona fede che abbiamo fatto qualunque cosa possibile”.

Almaviva lega gli esuberi al deterioramento del contesto economico a causa della concorrenza sleale di paesi come l’Albania. In 4 anni il fatturato ha registrato una perdita di 100 milioni, il 50% del totale. Nel periodo giugno-settembre, i siti di Roma e Napoli hanno registrato perdite medie di 1,2 milioni di euro su ricavi mensili pari a 2,3 milioni.

L’azienda ha tempo 120 giorni da oggi per far partire le lettere di licenziamento ai dipendenti romani. Per loro scatterà la Naspi, la nuova mobilità che li tutelerà per un paio d’anni.

REUTERS



   

 

 

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