Dall’Italia un milione di euro per la protezione dei minori in Serbia

 

BELGRADO, 19 LUG – In occasione dell’apertura dei capitoli 23 e 24 dei negoziati di adesione della Serbia all’Unione europea, l’Ambasciata d’Italia a Belgrado organizza oggi la proiezione di due filmati relativi al contributo della Cooperazione Italiana allo Sviluppo alla protezione dei minori serbi.

L’iniziativa si e’ concretizzata con il finanziamento di due progetti denominati “Rafforzamento istituzionale dei servizi sociali” e “Sostegno alla de-istituzionalizzazione dei bambini, in particolare quelli con disabilità, nella Repubblica di Serbia”, eseguiti dalla Regione Emilia Romagna e dall’UNICEF.

La proiezione dei filmati si terra’ nel pomeriggio nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado.

I due progetti finanziati dall’Italia hanno contribuito in maniera significativa al miglioramento della protezione dei minori in Serbia, aiutando in tal modo l’avvicinamento agli standard europei nel campo dei diritti umani e facilitando il processo di integrazione europea. Il progetto “Rafforzamento istituzionale dei servizi sociali”, co-finanziato dal Ministero italiano degli Affari Esteri con circa un milione di euro. [...] ansamed

Riciclaggio, la Finanza a casa del cognato di Renzi. Perquisizioni e sequestri

I pm Luca Turco e Giuseppina Mione indagano su una triangolazione di denaro che sarebbe transitato da famosissime organizzazioni umanitarie come l’Unicef (Alessandro Conticini ne è stato il direttore, ad Addis Abeba, in Etiopia) o la Operation Usa (un’altra associazione no profit che si occupa di sostegno ai popoli di Paesi in via di sviluppo colpiti da epidemie o tragedie), verso la “Play Therapy Africa Limited” diretta dallo stesso Alessandro Conticini. Dalla “Play Therapy Africa Limited”, realtà impegnata anch’essa nel campo della cooperazione internazionale, le somme sarebbero poi state stornate direttamente sui conti personali dello stesso Alessandro, «in assenza – ipotizzano i magistrati – di idonea causale».

Ma non è tutto. A questo punto, queste cifre – la cui entità non è stata comunicata neppure agli indagati – verrebbero «affidate» da Alessandro e Luca al terzo fratello, Andrea, appunto. Il cognato del premier Renzi, per conto dei fratelli, con questo denaro «umanitario» avrebbe acquistato quote di una società. Con soldi che i magistrati fiorentini ritengono «provento di reato».

SI TRATTA , secondo quanto ricostruito, di un’operazione internazionale da svariate centinaia di migliaia di euro

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