Trump: “Prima l’America: sara’ questo sarà mio il tema principale”

 

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Dopo l’en plein nell’ultimo Super Tuesday, con la vittoria in 5 Stati del nordest, Donald Trump parla già da presidente e annuncia: l’Isis ha “i giorni contati”. “Non diro’ loro ne’ dove e ne’ come perche’ noi come nazione dobbiamo essere piu’ imprevedibili”", ha osservato il candidato repubblicano, reclamando per l’America una politica estera “piu’ razionale” come quella che ha consentito agli Usa di vincere la Guerra Fredda. “Dico ai nostri amici e alleati che l’America tornera’ ad essere grande e tornera’ ad essere affidabile”, ha assicurato il frontrunner repubblicano parlando da Washington.

L’Isis guadagna milioni a settimana “vendendo petrolio libico perche’ non lo blocchiamo: noi non bombardiamo“, ha quindi attaccato il tycoon, scagliandosi contro la politica estera del presidente Barack Obama che lascia in eredita’ “debolezza, confusione e scompiglio. Un disastro”. Secondo il miliardario Usa, Obama ha reso il Medio Oriente ancora piu’ caotico “e non abbiamo fatto nulla per difendere la religione cristiana”.

Fermare l’Islam radicale deve essere la priorita’ degli Stati Uniti, ha agigunto Trump, delineando la sua strategia di politica estera basata sugli interessi dell’America che, ha avvertito, “devono venire prima di tutto”. (“La nostra politica estera e’ un completo e totale disastro”, ha rimarcato. “Prima l’America: sara’ questo il tema principale della mia amministrazione”, ha assicurato. “Sostituiro’ l’andare a casaccio con uno scolpo”, ha insistito, “e il caos con la pace”.

Allentare tensioni con la Russia è possibile
“Ritengo che allentare le tensioni con la Russia, da un punto di vista di forza, sia possibile, assolutamente possibile”. Cosi’ Donald Trump, delineando la sua strategia di politica estera per la Casa Bianca a suon di bastone e carota.

Anche la Cina “rispetta la forza”, ha osservato, ma gli Usa “hanno perso la loro rispettabilità” consentendo a Pechino “di approfittare di noi”. Il magnate newyorchese ha dunque avvertito contro le “false sirene della globalizzazione”. Non consentiremo all’America di stringere accordi “che limitano la sua abilita’ di controllare i propri affari”, come e’ avvenuto con la Nafta che “che ha svuotato i nostri stati del manifatturiero”.

E se la diplomazia è importante e va perseguita, invieremo truppe all’estero “quando assolutamente necessario” e quando ci sarà “un piano per una vittoria con la V maiuscola”. Sul fronte commerciale, “saremo pronti ad dispiegare le nostre risorse economiche”, leva finanziaria e sanzioni comprese, ha precisato, “se gli altri non giocano secondo le regole”. L’obiettivo è “portare più pace nel mondo, perché ora c’è troppa distruzione” ma gli americani devono sapere, ha concluso Trump, che i loro interessi “verranno prima di tutto”. (AGI)

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