A Washington voti più bassi a chi usa le parole “maschio” e “femmina”

 

Preghiamo perché questa professoressa ritrovi al piu’ presto il cervello smarrito sotto la cattedra  campusreform.org

Studenti punti se fanno riferimenti a gay e immigrati. La Washington State University ha deciso di adottare provvedimenti disciplinari per chi userà termini come “persone di colore”, “clandestini” o “stranieri”.

La professoressa Selena Lester Breikss , docente di “Appunti di Politica” che ha un corso su “Donne & Cultura popolare”, ha precisato come non siano più accettabili “generalizzazioni, stereotipi, linguaggio dispregiativo e offensivi” (“stranieri” adesso sarebbe dispregiativo e offensivo?, ndr) e così l’uso di termini esplicitamente sessisti e xenofobi saranno severamente sanzionati.

La Breikss ha addirittura deciso di vietare, durante le ore del suo corso, l’uso delle parole “maschio e femmina”.

La professoressa Rebecca Fowler che insegna “Introduzione alle nozioni di studi comparati”, ha, invece, deciso di sanzionare gli studenti sottraendo un punto per ogni termine inappropriato al voto finale. Tra i termini vietati vi sono “uomo bianco”, “di colore” o “straniero”. Il giornale The Independent ha intervistato i docenti della Washington State University che hanno spiegato la ratio dell’iniziativa: non ha un intento meramente punitiva ma ha lo scopo di incoraggiare gli studenti a usare una terminologia adatta per le varie circostanze.  il giornale

 



   

 

 

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