Intervista al Prof. Alexandr Dugin in esclusiva per Imola Oggi

Alberto Micalizzi intervista il Prof. Alexandr Dugin – In esclusiva per Imola Oggi

 

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In una giornata di visita in Italia per lui indaffaratissima ho trascorso quasi tre ore a pranzo con Alexandr Dugin, politologo e filosofo considerato il guru di Vladimir Putin, toccando numerosi temi politici ed economici e definendo una base di lavoro sulla quale inizieremo ad interagire da subito.
Dugin non è un economista, ma è anche un esperto di economia. Ho deciso quindi di “sfidarlo” sul terreno concreto dei problemi del lavoro, della crescita economica, della cooperazione tra le aziende e sul ruolo della moneta e della finanza. Questo il risultato.

Micalizzi: Lei è il primo uomo ad essere stato sanzionato dagli americani per le sue idee…

Dugin: Quella che noi chiamiamo democrazia liberale è in realtà un totalitarismo soft che censura la libertà di pensiero e di espressione. Le sanzioni nei miei confronti sono sintomatiche della totale mancanza di vera libertà che si sperimenta in occidente.

Micalizzi: Lei sta avvicinando movimenti e partiti anti-Euro come la Lega e il Front National. Cosa pensa dell’Euro?

Dugin: un ritorno alle vecchie valute nazionali non ha alcun senso economico né politico. Occorre lavorare per una moneta continentale che unisca tutte le economie del continente ma che sia al servizio del popolo al fine di creare ricchezza. Tutto questo è l’opposto dell’Euro come oggi è concepito, che è una moneta “vuota”, in mano alle oligarchie finanziarie per distruggere ricchezza.

Micalizzi: cosa pensa del debito dei Paesi europei e dell’Italia in particolare?

Dugin: la moneta ha da tempo abbandonato la propria funzione di unità di misura per diventare strumento di controllo e di governo della politica. In tal senso, il debito pubblico rappresenta lo strumento di controllo per eccellenza con il quale la Troika tiene sotto scacco i Paesi europei costringendoli a politiche di austerità e di deflazione. Il debito pubblico è una finzione, infatti in Italia il debito pubblico, in valore assoluto, è sempre cresciuto negli ultimi 30 anni, sebbene per buona parte di questo periodo il PIL si sia espanso.

Micalizzi: come hanno reagito i russi alle sanzioni applicate dall’occidente?

Dugin: la Russia non vuole una guerra commerciale, vuole anzi una cooperazione sempre più aperta con l’Europa, con la Germania, con l’Italia, con gli altri membri storici dell’unione europea sul terreno dell’economia, dell’energia, della finanza. Ma una cooperazione aperta e pacifica tra la Russia e l’Europa è temuta dalle oligarchie finanziarie, che stanno creando i presupposti perché le due parti si scontrino. Il conflitto Ukraino è l’emblema di questo tentativo di dividerci.

Micalizzi: Alle porte della Russia ci sono vari fronti caldi: l’Ukraina, la Svezia, i Paesi Baltici. Ci sarà una escalation militare?

I grandi gruppi finanziari internazionali e l’establishment politico americano tentano di spingere l’Europa verso uno scontro con la Russia, facendo leva sui tradizionali rancori esistenti tra la Russia ed alcuni Paesi limitrofi. La Russia non vuole questo scontro e sta facendo del tutto per dialogare con l’Europa.

Micalizzi: Cosa possiamo fare in Russia ed in Italia per fermare le sanzioni e consentire ai nostri popoli di riprendere gli scambi commerciali?

Dugin: la Russia è pronta a dare tutto lo spazio necessario alle aziende italiane, accogliendone i prodotti, aiutandole ad esportare in Russia e a formare accordi di cooperazione con la nostra industria nazionale. Il “made in Italy” è un bene prezioso per il nostro Paese. Gli imprenditori e le famiglie italiane devono comprendere che i nostri popoli hanno profonde tradizioni di amicizia e di cooperazione e per questo devono battersi perché in Italia vengano penalizzati tutti i movimenti ed i partiti che si piegheranno alla volontà degli oligarchi finanziari di imporre sanzioni alla Russia il cui prezzo, in massima parte, sarà pagato dagli italiani.

Parlai con Dugin per la prima volta nel 1992 in occasione di una sua conferenza tenutasi a Milano sul tema dell’eurasiatismo. Da allora ho potuto constatare in lui una crescita costante di spessore, di lucidità e di amore per la comune causa contro le oligarchie finanziarie internazionali che stanno piegando ed umiliando il nostro Paese e oggi tentano di portare disperazione e conflitti nel continente europeo.



   

 

 

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