Russia, Mosca celebra domani l’anniversario della Vittoria

Quella di domani a Mosca per il 70esimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista viene  presentata come la sfilata più grandiosa, con 16mila militari, incluse unità militari cinesi in marcia con i russi, nell’ennesima riscrittura della storia.

victory-day-mosca

 

A offrire la patina della storia alla presenza a Mosca in questi giorni del presidente cinese Xi Jinping, ai suoi militari in Piazza, e alle esercitazioni congiunte in programma nel Mediterraneo da lunedì, si è svolta a Mosca una conferenza sul contributo sovietico e cinese alla Vittoria “Il ruolo dell’Urss e della Cina nel raggiungere una vittoria sul fascismo e il materialismo giapponese nella Seconda guerra mondiale”, occasione per Putin di denunciare “i cinici tentativi di riscrittura della storia in funzione degli interessi politici di oggi”, tentativi che il presidente della commissione esteri della Duma Aleksei Pushkov ha attribuito agli Stati Uniti, contrastati in questo loro sforzo, “insieme da Mosca e Pechino”.

Stalin dichiarò guerra al Giappone, in guerra con la Cina dal 1937, solo tre mesi dopo la fine del conflitto in Europa e tre giorni dopo la bomba atomica americana su Hiroshima. Le forze sovietiche entrarono in Manchuria e il Giappone si arrrese il due settembre del 1945. Unione sovietica e Cina firmarono un trattato di amicizia e alleanza nel 1950 ma le tensioni fra le leadership comuniste dei due paesi si inasprirono negli anni sessanta, con gli scontri al confine nel 1969.

“Settant’anni fa i nostri paesi hanno portato a termine onorevolmente la loro sacra missione per il mantenimento della pace. Parleremo insieme in difesa del patrimonio della vittoria nella seconda guerra mondiale e dei principi internazionali dell’uguaglianza e della giustizia”, ha dichiarato il vice premier cinese Cheng Guoping, citato dalla Tass nei giorni scorsi.

Mosca ha invitato i leader di 68 paesi per le giornate di celebrazioni della Vittoria. Meno di trenta hanno accettato.

La cancelliera tedesca Angela Merkel deporrà domenica una corona di fiori alla tomba del milite ignoto, ma non parteciperà alla parata, così come fanno domani i ministri degli esteri italiano Paolo Gentiloni e francese Laurent Fabius, il capo della diplomazia di Berlino ha celebrato a Volgograd, ex Stalingrado.

Il ministro degli esteri Sergei Lavrov minimizza le defezioni. “E’ prima di tutto la nostra festa! Un invito non è una cartolina per un centro di reclutamento”. Ma Mikhail Gorbaciov tuona: “ignorare l’opportunità di dimstrare la vicinanza alla battaglia dell’Unione sovietica contro il fascismo (almeno 20 milioni di morti, ndr) è una forma di mancanza di rispetto”.



   

 

 

Commenti chiusi

ImolaOggi.it
è on line dal 1997 senza sponsor, banner pubblicitari o click bait.
Da Giugno 2015, per conservare autonomia e indipendenza, c’è bisogno anche del tuo contributo.

IBAN: IT78H0760105138288212688215

Donazione con PostePay
5333 1710 1181 9972
codice fiscale MNCRND56A30F717K

oppure fai una donazione con PayPal

Consigliati

urss Uno dei principi cardine del globalismo elitario è: fine dei confini e delle nazioni
Aprire i confini, lasciare che i territori nazionali siano inondati da migranti. “sostituire le popolazioni”, flussi di gente che non ha la minima intenzione di accettare costumi e stili di vita in voga nelle loro nuove case.

separator

papa-francesco-e-benedetto-xvi

Nel 2005 Bergoglio attaccava Benedetto XVI per le dichiarazioni sull’islam
Nel 2005, quando Papa Benedetto XVI, citando un testo medievale,  ha dichiarato che il profeta Maometto, fondatore della fede islamica, è stato “cattivo e disumano”, ha fatto infuriare la popolazione musulmana.
..

mogheriniLe pericolose frequentazioni di Federica Mogherini
«E poi quando mi dicono che la Mogherini è inesperta gli dico di chiedere cosa ne pensa Kerry». Quando il presidente del consiglio Matteo Renzi rispose in questo modo durante una conferenza stampa in tanti pernsarono a una richiesta di referenze rivolta al segretario di Stato Usa. In realtà c’era di più

crolloRipresa Usa? Bugie: le statistiche sono truccate. Gli Usa sono in recessione costante
Ci raccontano che l’America di Obama ha superato la crisi del 2008 crescendo del 4,6% all’anno? Falso: ricalcolando i dati senza i filtri convenzionali delle statistiche, dice Giuseppe Masala, scopriamo che anche gli Usa sono in recessione costante

separator

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2016 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -