Il business della guerra: l’ONU vuole 8,7 miliardi di dollari per la Siria

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Mentre la Siria entra nel suo quinto anno di guerra e all’orizzonte non si delineano soluzioni diplomatiche o negoziati, l’Onu avverte che la guerra (innescata da Obama) ha prodotto 12 milioni di profughi profughi, mentre 9, 8 milioni di persone non hanno cibo sufficiente, oltre 11 milioni non dispongono di acqua potabile e strutture sanitarie, solo il 40% degli ospedali sono rimasti ancora in piedi, 2,5 milioni di bambini siriani non frequentano più la scuola.

Per far fronte ad un simile disastro, servirebbero 8,7 miliardi di dollari nel solo 2015, stimano le Nazioni Unite e le organizzazioni non governative. Si riunirà quindi a Kuwait City, la terza conferenza internazionale dei Donatori della Siria, nella speranza che  i paesi occidentali riescano a spremere altri soldi ai cittadini già supertassati per rimediare ai guai fatti da Obama e alleati.

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L’Onu dice che ha già dovuto tagliare del 30% l’assistenza umanitaria alla Siria, ovviamente senza mai toccare gli stipendiacci dei funzionari sparsi per il mondo. Domani, in sfregio ai profughi e alla miseria, nel Bayan Palace di Kuwait City, un grandioso palazzo governativo che riprende lo stile dell’Alhambra di Granada, giungeranno i rappresentanti di 78 paesi, tra cui primi ministri, sovrani e capi di Stato, più 40 Ong. Finora l’emiro del Kuwait, Sheikh Sabah Al-Ahmed Al-Jaber Al Sabah, si è dimostrato uno dei donatori più generosi, assicurando quasi un miliardo di dollari per gli aiuti alla Siria e ospitando la conferenza internazionale.

jihadisti Isis su veicoli dell'ONU

jihadisti Isis su veicoli dell’ONU



   

 

 

1 Commento per “Il business della guerra: l’ONU vuole 8,7 miliardi di dollari per la Siria”

  1. I danni in Siria li devono pagare gli Stati che hanno promosso e finanziato i jihadisti, vale a dire Usa, Francia, Gb, Turchia e monarchie del Golfo !

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