…E voi che mandate soldi all’Unicef…

NON DONO PIU’ NIENTE ALL’UNICEF

unicef

Avevo seguito tempo addietro una questione che riguardava un opuscolo dell’Unicef, destinato ai bambini e alle scuole, un opuscolo che non è più attuale e che recita un testo di legge in modo errato e addirittura fuorviante col senno di poi. Questo dopo aver letto e condiviso emotivamente un articolo apparso sul sito del Coordinamento interassociativo Colibrì, che in quanto a genitorialità post separativa non ha certo nulla da imparare da nessuno e che invitava i dirigenti dell’Unicef a modificare e sostituire l’opuscolo addirittura inviando loro un file corretto eventualmente da sostituire a quello improprio.

La disputa si gioca su di una frase, che Unicef scrive indicando che un figlio di genitori separati …DEVE VIVERE CON UN SOLO GENITORE… dopo l’affido. L’informazione è infondata, scorretta e poiché diversa dal testo di legge, anche lesiva dell’informazione verso l’infanzia e verso la scuola. La legge dice altro. (l’opuscolo è indicato più chiaramente al link sotto)

A nome anche di tante persone che hanno scritto e sono state rimbalzate da Unicef, Colibrì ne ha fatto un articolo e sotto a questo ha inserito la risposta di Unicef ma anche le osservazioni lecite che rivelano la volontà di nascondersi dietro ad un dito.

http://www.colibri-italia.it/2014/11/articolo-9-quando-linformazione-puo.html

Se avete voglia di scorrerlo vi renderete conto , soprattutto in basso, nell’area destinata ai commenti della inconsistenza della tesi Unicef e delle ragioni lecite indicate da Colibrì. Mi chiedo con che onestà o con che cocciutaggine si muovano dunque all’Unicef Italia, soprattutto dopo tanto tempo, avvertiti e informati dell’errore.

C’è malafede, c’è l’immodestia di chi si crede sopra le parti?

Una cosa è certa, non possono fingere di non sapere, e poiché sanno e abbozzano, Unicef non prenderà più un euro da me e mi auguro pure che tanti genitori separati sdegnati dal loro atteggiamento, facciano la stessa. Perché a sbagliare sbagliano tutti, ma qui la cosa è diversa, la volontà è un altra.

Viene anche da sospettare che all’Unicef non ci pensino affatto di ammettere errori e che vogliano innanzitutto spocchiosamente farsi i fatti loro in linea con uno spirito assai poco incline alla tutela dei bambini, ma che non può lasciare me certamente insensibile.

Così quest’anno il mio 5 per mille UNICEF e se lo sogna e lo sognerà anche in futuro! Fate così anche voi e mandiamoli a comprare umiltà al mercato nero!

Armando Manocchia  @mail



   

 

 

3 Commenti per “…E voi che mandate soldi all’Unicef…”

  1. Questi hanno capito tutto….La legge 54/2006 detta ben altro…ma a quanto pare L’Unicef ha ancora molto da imparare….nonostante siano trascorsi ben 9 anni dall’introduzione della Legge.La domanda sorge spontanea: ma all’Unicef ci sono o ci fanno…? A quanti altri bambini saremo costretti a dover sentirsi esclusi e resi orfani di genitori vivi..? Stiamo arrivando alla precettazione delle famiglie per decreto giudiziario,
    > stiamo creando dei figli costretti a vivere come un giudice vuole: la copia
    > sbiadita dei “figli della Repubblica” dell’antica Roma, ma almeno quelli
    > erano veramente orfani.

  2. Condivido pienamente con il Direttore Armando Manocchia, mi associo il mio 5 per mille non lo vedranno nemmeno con il binocolo ne UNICEF, ONU, ecc. vedrò la lista e lo donerò a chi seriamente ne avrà bisogno, stavolta faccio l’indagine microscopica e non mi faccio fregare.

  3. Soldato di Lucera

    Come non si deve dare nulla alla Caritas, alla chiesa cattolica, protestante, valdese, alla CRI, alle onlus, a chi chiede l’otto per mille, a chi vuole un euro per il carrello ai lautari e tutti i cialtroni piccoli o grandi che si apacciano per fenomeni pur di cullarti grana

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