Roma: Piazza Venezia sarà asfaltata. E Marino vende i sampietrini per pagare le spese

marino

 

Sampietrini bye bye, costa troppo mantenerli, sono un’insidia per auto e moto, fanno rimbalzare le gomme e anche il rumore. Via i tradizionali «serci», almeno dalle strade di passaggio.

Il sindaco, scrive il messaggero, ha più volte rilanciato il progetto di confinarli nelle zone pedonali, liberando i percorsi più trafficati dai blocchetti di leucitite a cominciare da via Nazionale. Adesso in Campidoglio è allo studio l’ipotesi di portare l’asfalto anche a piazza Venezia già piuttosto malmessa a nemmeno due anni dall’ultimo restyling.

L’idea innovativa è quella di pagare i lavori con gli stessi sampietrini, considerandoli una risorsa, un bene da vendere. La ditta chiamata a interviene per rinnovare la piazza acquisterebbe in pratica i blocchetti per farne ciò che crede, anche rivenderli come oggetti d’arredo, souvenir.



   

 

 

3 Commenti per “Roma: Piazza Venezia sarà asfaltata. E Marino vende i sampietrini per pagare le spese”

  1. Ma non potrebbe essere selciata in pietra, oppure – soluzione certamente più gradita all’attuale grullarello, populista-fanfaronico, che sta in Campidoglio – ammattonata, così da diventare la ‘Piazza Rossa’ di Roma; nonchè, così, per colore e per democratica demagogia antifascista, sbeffeggiare ” post mortem ” ( rigororosamente “post mortem”, chè, se colui al quale tra poco alluderò, per miracolo-miracolissimo, fosse ancora vivo e attivo, il grullarello di cui sopra, si farebbe in sedici per essere il suo medico ) chi si affacciava dal balcone di quel palazzo che dà il nome alla piazza stessa ?

  2. Perche non mette le finestre al colosseo e ci ospita un pò di clandestini?

  3. Prima il suo amichetto Rutelli c’ha fatto i soldi, facendoli arrivare dalla Cina, per poi andarsene a vivere all’EUR e lucrare anche sulla Cristoforo Colombo, nonchè su parcheggi e gabelle varie. Ora tocca a Marino. Questi inventori estemporanei di management dell’URBE non hanno mai prodotto nulla di positivo per la comunità con un loro lavoro, con il sudore della fronte. L’unico sudore che conoscono è quello delle loro natiche e pretendono che l’intera comunità sopporti il loro tanfo.

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