Siamo un Paese alla frutta in cui prevalgono i diritti di clandestini e Rom

clandestini

 

30 ottobre – Non possiamo aspettarci altro con un Alfano Ministro degli Interni ed un Capo della Polizia che da del cretino ad un poliziotto che affronta una manifestante dei centri sociali ed un Ministro della Salute Lorenzin che rassicura gli italiani sui contagi da Ebola e nello steso tempo accetta che un medico italiano rientrato dalla Liberia dopo aver operato per conto di Emergency trascorra il periodo di incubazione a casa propria e non in un centro medico attrezzato.

Siamo un Paese ormai alla frutta in cui prevalgono i diritti dei clandestini e dei Rom che invadono le nostre piazze e limitano la libertà dei cittadini.

Siamo un Paese in cui a Roma da 10 anni si accetta che sia occupato un intero Palazzo della Banca di Italia (quello in cui giorni orsono una marocchina ha ucciso figli e poi si è uccisa) e non fa nulla perchè il diritto di proprietà sia garantito dallo Stato, che invece fornisce servizi ed utenze gratis agli occupanti.

Siamo un Paese in cui l’immigrato clandestino può manifestare perchè “non mangia secondo la tradizione africana” o perchè dorme scomodo e nello stesso tempo viene sequestrata la macchina utilizzata da un senza tetto come abitazione perchè in sosta in un luogo pubblico priva del tagliando di assicurazione (notizia di ieri !) .

Vengono invece bastonati gli italiani che tentano di difendere il proprio posto di lavoro mentre altri cittadini che manifestano a favore dei marò sfilano circondati dalla Polizia e viene negato loro l’accesso di strade e piazze che avrebbero dato visibilità all’evento.

Siamo infine un Paese che dedica una sala del Senato della Repubblica ad un certo Giuliani nonostante che la Corte europea abbia dato torto alla famiglia che rivendicava diritti per l’uccisione per legittima difesa del figlio, da parte di un carabiniere che si stava solo difendendo da un attacco .

Prepariamoci ad assistere ad una gestione dell‘ordine pubblico alla pakistana quando negli anni ’90 a Peshawar la polizia sparava sulla folla che sfilava per manifestare il proprio dissenso nei confronti del Presidente Benazir Bhutto e rivendicava il rispetto di diritti civili essenziali.

Su questa strada non si va da nessuna parte ! Fernando



   

 

 

1 Commento per “Siamo un Paese alla frutta in cui prevalgono i diritti di clandestini e Rom”

  1. Hai proprio ragione e che dire di quello che diamo in soldi agli indiani e non solo e riceviamo in cambio solo calci in …… i nostri due maro’ in India da quasi 3 anni che non sono stati sottoposti neanche ad uno straccio di processo perchè secondo me non hanno prove che siano stati loro ad uccidere i due pescatori ma stanno cercando di farli giudicare dal tribunale indiano (e non internazionale) come sarebbe giusto. Visto che la nostra diplomazia (funziona proprio)……. andrà a finire che gli daranno la pena di morte.

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