
di Fabrizio Fiorini
1 ottobre – La cinematografia contemporanea offre al proprio pubblico continuamente delle paradossali sceneggiature: il cannibale che afferma di essere un giustiziere, il bombarolo che reputa di vestire i panni del salvatore dell’umanità , il camorrista che si erge a difensore della giustizia sociale, l’omicida che dice di essere un onesto lavoratore.
Dal canto suo la realtà , per ripicca, ci offre George Soros. Il quale, ignaro della vis comica he sottende alle sue boutade, si bea di essere definito “filantropoâ€.
Già , il “filantropoâ€. Lui e la sua Open Society Foundation, quella che si è distinta, nel corso degli ultimi anni, come fornitrice di dollari e sostegno propagandistico a tutte le imprese guerrafondaie dell’Occidente mondialista; dalle “femen†alle “rivoluzioni colorateâ€, in un continuo crescendo di spudorato impegno nel foraggiare e finanziare qualunque movimento o istanza che si proponesse, in Europa come altrove, di assecondare le direttive politiche tattiche e strategiche imposte dagli Stati Uniti d’America.
Ora, da bravo filantropo e da uomo d’impresa, il nostro allarga il suo terreno d’azione a uno dei principali campi di battaglia in cui si combatte la latente guerra per l’annientamento del Vecchio Continente: l’immigrazione. Guerra all’Europa, dunque? Già : quella guerra che non viene portata avanti solo dalla finanza internazionale, dalle banche custodi della moneta-debito, non solo dalla soldataglia che ci trascina o vorrebbe trascinarci seco nelle guerre d’aggressione contro i nostri stessi interessi nazionali e continentali in Siria, in Libia, in Iraq, in Afghanistan, in Russia.
E’ la guerra che viene condotta dagli Usa anche attraverso il tentativo di definitivo annullamento dell’identità europea e tramite la distruzione del lavoro e dell’economia nazionali col grimaldello dell’immigrazione incontrollata, della società multietnica e déraciné.
L’immigrazione che vede tra i suoi massimi sostenitori il lucroso indotto ecclesiastico in salsa Caritas, le associazioni degli industriali a caccia di manodopera a basso costo e zero diritti e – non ultima – quella sedicente “sinistra†che da decenni funge oramai da quinta colonna delle strutture di potere yankee e che finge di non comprenderne la portata antinazionale, antipopolare e antisociale del fenomeno. L’immigrazione che da oggi ha un alleato in più, quel “mecenate miliardarioâ€, quel George Soros che odia l’Europa e ogni sua affermazione di sovanità . Se qualcuno era a ricerca di conferme, eccolo servito.
Il “filantropoâ€, tra una destabilizzazione e un bonifico alle “pussy riotâ€, si è comperato Lampedusa. Certo, oggigiorno lo chiamano “protocollo d’intesaâ€. Come quello che la sua Open Society ha sottoscritto col Comune dell’isola per “contribuire al potenziamento delle capacità esecutive del Comune di Lampedusa, favorendo così la popolazione ed i suoi ospitiâ€. Supporto logistico all’invasione immigratoria, favoreggiamento di un vergognoso mercato degli schiavi che sta portando al collasso l’economia e il tessuto sociale della nazione.
Il tutto celato dietro le solite “belle paroleâ€: la “lotta alle discriminazioni razzialiâ€, la promozione di un “festival delle culture†per promuovere “accoglienza e dialogoâ€, e altre mielose amenità .
Vanno fermati. Ora. A Lampedusa. Sul bagnasciuga. –
