Insultava i meridionali, rinviata a giudizio per discriminazione territoriale

giustizia31 lug 2014 – Si augurava nei mesi scorsi in alcuni post pubblicati su alcuni social network la fine dei meridionali. Ma oggi e’ stata rinviata a giudizio. Protagonista della vicenda e’ una donna di Desio, in provincia di Milano. A dare notizia della decisione dell’autorita’ giudiziaria e’ stato l’avvocato Angelo Pisani, presidente della Ottava Municipalita’ di Napoli, che insieme al penalista Sergio Pisani ha denunciato la signora.

“Intendiamo lanciare un segnale forte per far capire a tutti che la dignita’ dei cittadini italiani – spiegano i penalisti – siano essi meridionali o settentrionali, va rispettata. E se non lo si comprende per senso civico, gli artefici lo capiranno pagando di tasca propria per le offese“.

Pisani, che ha ottenuto la citazione diretta a giudizio della donna, si e’ costituito parte civile nel giudizio aperto al tribunale di Monza. “La signora, dopo aver diffuso sul web la sua assurda propaganda xenofoba contro i meridionali, dovra’ ora rispondere del reato di discriminazione territoriale – si spiega – Nella citazione a giudizio della Procura di Monza si legge infatti che la donna e’ imputata ‘perche’ propagandava idee fondate sulla superiorita’ razziale ed etnica degli italiani settentrionali rispetto ai meridionali e commetteva atti di discriminazione razziale ed etnica fondata sulla superiorita’ sopra indicata’.

A ottobre 2012 – ricorda il pubblico ministero Emma Gambardella – la signora aveva inserito nel suo post una foto satellitare dell’Italia dal Lazio in giu’, foto commentata con frasi come ‘Forza Etna, forza Vesuvio'”. Pisani, che nel giudizio si e’ costituito parte offesa come presidente della Municipalita’ a nome dei cittadini meridionali, sottolinea: “La condanna che potrebbe arrivare in questo processo rappresentera’ un importante argine alla violenza, anche di connotazione razziale, che avvelena lo sport italiano, il web e la convivenza civile.

E’ ancora forte – aggiunge Pisani – l’onda emotiva nel Paese per il ferimento a morte di un giovane, innocente tifoso di Scampia dinanzi allo stadio Olimpico. La famiglia di Ciro Esposito ha impartito al Paese una grande lezione di civilta’ con i suoi ripetuti inviti alla non violenza. In tal senso con la nostra denuncia, e ora con la costituzione di parte offesa a Monza, intendiamo dare un segnale forte a tutti coloro che offendono i valori dello sport con atti di discriminazione e razzismo. Vogliamo contribuire concretamente ad arginare simili focolai e a riportare l’attenzione di tutti sul rispetto della dignita’. Chi fomenta l’odio, d’ora in poi imparera’ le regole del comportamento civile a suon di risarcimenti danni, pagando di tasca propria. Sara’ il modo migliore per farli smettere”.

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