Nomadi recintano la «loro» discarica abusiva con i “loro” rifiuti dentro

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1 apr – (il tempo) Lo scandalo della discarica abusiva finisce sul giornale, i nomadi reagiscono recintando l’area coi “loro” rifiuti dentro. Supera il paradosso quanto successo, ieri mattina, su lungotevere Dante, all’altezza dell’incrocio con via Ageno, dove i rom al centro delle polemiche per le montagne di immondizia accumulate nel piazzale hanno preso l’iniziativa delimitando la zona argomentando, contestualmente, che «questa è roba nostra, a voi non deve interessare della pulizia perché qui ci pensiamo noi».

Ieri avevamo denunciato, lo stato pietoso in cui è stato ridotto il Tevere, in particolare nel tratto compreso tra lungotevere Dante e lungotevere San Paolo passando per ponte Marconi. Un triangolo spaventoso che concentra, nel giro di pochi chilometri, quantità industriali di rifiuti e accampamenti abusivi di nomadi che, vista l’attività di recupero di materiali anche speciali e pericolosi, contribuiscono in modo significativo al degrado generale. Come vi abbiamo documentato, tutto finisce nel Tevere, ormai disseminato di discariche che, da nord a sud, imbruttiscono lo spettacolo e, sul piano pratico, rappresentano ormai anche un’emergenza ambientale che richiederebbe bonifiche radicali.

Il Comune starebbe pensando a una qualche iniziativa in coordinamento con gli altri enti, tanti, incaricati della supervisione e del controllo del fiume, la considerazione di fondo resta comunque legata all’aspetto economico: più i fondi scarseggiano, più ci si limiterà a interventi di pulizia ordinaria, quindi “superficiale”. Il caso dell’immondizia transennata riguarda un punto, lungotevere Dante angolo via Ageno, finito ieri su Il Tempo , fotografie di un intero parcheggio sommerso da ogni genere di rifiuto, dai libri di scuola (italiani) ai materassi passando per scarti edili e televisori smontati. Siamo tornati sul posto e, appunto, l’area risultava delimitata con una rete verde che, transitando su via Ageno, non nasconde comunque oscura la distesa di immondizia rimasta dietro.

Si era pensato, residenti compresi, ad un intervento dell’amministrazione comunale o di Ama. Invece no, sono stati i nomadi che – ancora non si capisce bene a quale titolo – hanno creduto giusto recintare il parcheggio: «Andate via, qui non si fanno foto – allontanavano arroganti chiunque si avvicinasse – Dice che lei è dell’Ama? Vediamo se è vero, andiamo qui dietro dove mettono i camion e vediamo se la riconoscono, dovete lasciarci in pace». Insistiamo, se non altro per capire come sono andate le cose, perché insomma si sono attivati per mettere in “sicurezza” il luogo, ma non mollano neanche loro: «Dovete andare via – urlava ieri una signora – Se vogliamo vivere in un luogo pulito? Sono affari nostri, qui ci pensiamo noi, sono nostri questi rifiuti». Anche gli altri nomadi che, tutt’intorno, abitano le baraccopoli abusive che da lungotevere Dante si trascinano fino a via Ageno e via della Vasca Navale, glissano sul chi gli abbia “ordinato” di recintare la discarica. Il risultato, comunque, non cambia: oltre la rete verde, il parcheggio resta ostaggio dei rifiuti, gli stessi di prima. Segnalata la situazione in Campidoglio, già ieri gli agenti della polizia municipale hanno effettuato un primo sopralluogo, quantificando un totale di circa 40 metri cubi di materiali accatastati abusivamente. Indagini e accertamenti, hanno poi fatto sapere, erano già in corso, dopo essere risaliti al proprietario del terreno i vigili hanno ordinato la rimozione di tutti i rifiuti, spese a carico del privato, che dovrà concludersi nei primi giorni della prossima settimana.



   

 

 

1 Commento per “Nomadi recintano la «loro» discarica abusiva con i “loro” rifiuti dentro”

  1. Cose da matti, e poi il tipo che arriva dall’UE per verificare le condizioni dei Rom…perchè non fargli leggere come sono loro che vogliono vivere nella immondizia? perchè dobbiamo tutelare questa gente che non sta facendo altro che distruggere il suolo ambientale usando un terreno come discarica a cielo aperto?

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