Boldrini: L’austerità è sostenibile e puo’ essere accettata se politici danno esempio

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14 mar – I diritti fondamentali in Europa. Violati, compressi, aggirati. I diritti di quanti raggiungono l’Europa perché fuggono da guerre e persecuzioni. Ma anche i diritti dei cittadini dei Paesi del Continente a causa della crisi economica che ha fatto ricomparire nei report sull’Europa parole come “fame” e “denutrizione”.

Se n’è parlato per due giorni a Montecitorio in un convegno dal titolo “Il valore dell’Europa. Crescita, occupazione e diritti: l’Unione europea alla prova” del quale, stamani, la presidente della Camera Laura Boldrini ha sintetizzato così le conclusioni: “Le misure di austerità sono socialmente sostenibili e possono essere accettate dai nostri cittadini solo a tre condizioni: che siano attuate per brevi periodi, che siano affiancate da misure di crescita e che noi membri delle istituzioni diamo il buon esempio, dimostrando di essere pronti anche noi a fare sacrifici”.

Sullo sfondo la grande preoccupazione che le elezioni europee del prossimo 25 maggio segnino un successo dei movimento antieuropeisti e populisti nati un po’ ovunque. “Nessuno di noi – ha detto la Boldrini – vuole tornare a una gestione poco attenta dei conti pubblici, né evitare di rafforzare i meccanismi per garantire il rispetto dei diritti fondamentali nell’Ue. Occorre, però, un miglior equipaggiamento per la nostra nave comune, in modo che possa recuperare la fiducia dei cittadini e continuare a essere un modello per il resto del mondo. E questo lo dico anche agli ‘euro-realisti’ , ribadendo che nessuno di noi può farcela da solo e che seguire i populisti che reclamano meno Europa non ci porterà lontano”.

La crisi economica ha ampliato enormemente l’ambito di quanti non possono esercitare i diritti riconosciuti dalle norme nazionali e continentali. Se fino a qualche anno fa il tema dei diritti richiamava, quanto ai cittadini europei, questione quali la condizione carceraria, i tempi della giustizia, gli abusi delle forze dell’ordine, ora si parla nuovamente del diritto alla salute, a condizioni di vita dignitose. Ma i problemi antichi restano. E’ di poche ora fa la notizia della decisione della decisione della Royal Court of London di non trasferire in Italia un cittadino somalo per scontare una pena detentiva perché l’Italia è considerata un paese che, nelle sue carceri, viola l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (“Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”).

Poi ci sono violazioni di nuovo tipo che si manifestano – ha sottolineato la Boldrini richiamando gli interventi dei relatori della seconda giornata di lavori – “con la crescita esponenziale dei crimini d’odio, del cyber harassment e del cyber bullyng. E che si sovrappongono ad altre violazioni ben note da tempo: “Come le discriminazioni di cui soffrono le minoranze religiose, le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, i migranti e i rifugiati”.

Dalle relazioni svolte nella parte conclusiva del convegno è emerso un quadro allarmante e per molti aspetti anche sorprendente. Morten Kjaerum, direttore dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali, ha riferito i dati di alcune indagini recenti. Da una, dedicata al tema dell’antisemitismo in Europa e realizzata attraverso questionari sottoposti a cittadini europei di religione ebraica, è emerso che il 66 per cento degli intervistati vive oggi l’antisemitismo come un problema che incide sulla sua vita quotidiana. Il 30 per cento ha detto di aver pensato di abbandonare, a causa dell’antisemitismo, il Paese europeo dove risiede. In due Stati europei la percentuale degli ebrei che hanno pensato di espatriare raggiunge il 50 per cento.

Da un’altra ricerca, che ha coinvolto 96mila persone gay, bisessuali e transgender è risultato che il 20 per cento degli intervistati ha subito nell’arco degli ultimi dodici mesi attacchi fisici causati dal proprio orientamento sessuale. E da una terza indagine (svolta su un campione di 42mila donne di tutti i Paesi dell’Unione europea) è emerso che più di un terzo ha subito dopo il compimento dei 15 anni qualche tipo di violenza e il 5 per cento una violenza sessuale. “Una percentuale che corrisponde – ha sottolineato Kjerrum – a sei milioni di donne, un numero maggiore all’intera popolazione dell’Austria”. tiscali



   

 

 

1 Commento per “Boldrini: L’austerità è sostenibile e puo’ essere accettata se politici danno esempio”

  1. Sì, parla, parla… Dimmi, Boldrini, cosa ti impedisce di rinunciare OGGI STESSO E PER INTERO ai tuoi emolumenti istituzionali e, se proprio vuoi, anche a quella sicuramente sostanziosa scorta di averi che hai accumulato in tanti anni di dirigenze a destra e a manca? Fallo, invece di dare aria alla lingua.

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