Maltempo, minacce su facebook a sindaco di Vigonovo: 28 denunciati, anche i “mi piace”

vigon8 febbr – Spesso dietro alla tastiera ci si sente invincibili e intoccabili, ma non sempre minacce e insulti lanciati da una connessione web restano impuniti. A dimostrarlo questa volta è il sindaco di Vigonovo, Damiano Zecchinato, che, come riporta il Gazzettino, ha deciso di passare alle vie legali per replicare alle offese piovutegli addosso da facebook dopo la recente ondata di maltempo.

MINACCE “SOCIAL” – A far scoppiare il caso è stata la pagina del social network chiamata “Se sei di Vigonovo”. Nella bacheca online, infatti, uno degli utenti ha espresso tutto il suo disappunto per essersi ritrovato il garage allagato, ma l’ha fatto con toni che il primo cittadino non ha proprio gradito. “Quei del Comune no fa manutension ai arseri e mi ghe buto via ea testa co ea motosega al sindaco”, questa la frase incriminata, giudicata da Zecchinato come minaccia in piena regola e quindi passibile di denuncia, tanto che la segnalazione è arrivata direttamente alla caserma dei carabinieri.

Oltre all’autore dello “status” finiscono nei guai anche altri (almeno) 27 utenti facebook che hanno cliccato “mi piace”, tutti denunciati per minacce e offese. Il sindaco ha dichiarato di non essere disposto a tollerare offese gratuite, anche perché l’amministrazione comunale non ha alcuna competenza sui fiumi, che sono invece appannaggio di Regione e Genio Civile.

veneziatoday.it



   

 

 

2 Commenti per “Maltempo, minacce su facebook a sindaco di Vigonovo: 28 denunciati, anche i “mi piace””

  1. Non é giusto confondere un linguaggio dovuto alla disperazione e puramente immaginario con miacce o offese. Su facebook si scrive come quando si chiacchiera tra amici, simbolicamente. E comunque ingiuria e diffamazione non sono punibili in stato di adirazione se fatti in seguito a un torto subito.Es.: se qualcuno mi fa cadere é comprensibile che mi esca qualche insulto ma non é punibile perché é conseguente a un danno subito.

  2. Mi sembra penoso che tutta la macchina giudiziaria italiana, carabinieri, polizia, magistratura, avvocati si muova per una simile sciocchezza. Fossi un giudice italiano presenterei al sindaco la lista della spesa, immagino di qualche decina di migliaia di euro, con l’obbligo di pagarla a fondo perduto se vuole proseguire nella denuncia, altrimenti pensi a lavorare bene e non rompere con questi atteggiamenti da bimbo viziatello e permaloso-

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