Lettera al Giornale – Omofobia

omofEgregio Direttore,

lo diceva già duemila anni fa Orazio nelle Satire: “dum vitant stulti vitia, in contraria currunt”, cioè, alla lettera, “gli stupidi, per evitare i vizi, cadono nell’errore contrario”. Le proposte di legge sull’omofobia rappresentano un esempio magistrale di come, per rimediare a un errore o a un difetto, gli sciocchi finiscano per incappare nell’errore o nel difetto opposto. Non basta infatti evitare la persecuzione contro gli omosessuali, bisogna invece perseguire gli eterosessuali. In base a tali proposte, mentre la celebrazione dell’omosessualità è consentita e incoraggiata, quella della eterosessualità è invece repressa e demonizzata, e infatti chi per ipotesi dovesse avere un’idea di questo tipo finirebbe dritto dritto in galera, dove finalmente ci sarà posto, visto che ai veri criminali viene intimato di sgombrare e riconosciuto per legge il pieno diritto di continuare indisturbati il loro mestiere là dove riescono a esercitarlo con maggior agio.

In un ipotetico scenario potremmo allora avere una popolazione carceraria rappresentata dai difensori della famiglia tradizionale, ormai messa al bando e vilipesa, mentre resterebbero tranquillamente a piede libero i ladri, gli stupratori, gli spacciatori, i truffatori, i violenti e i criminali di ogni altra sorta. Nelle loro omelie i preti dovranno stare attenti a ciò che diranno, perché potrebbero essere prontamente censurati e tolti dalla circolazione. Intanto sono avvertiti. Come dice il proverbio, uomo avvisato, mezzo salvato. Meglio per loro evitare argomenti che abbiano a che fare con la famiglia composta da un uomo e una donna, perché potrebbero commettere reato penalmente perseguibile, uno tra i più brutti che si possano commettere, quelli che ti tirano addosso un marchio d’infamia. Dio potrebbe perdonare, ma la legge no.

Intanto cominciamo a non usare più quelle brutte parole che discriminano, come “padre” e “madre” (che orrore!), che dovrebbero essere bandite dal vocabolario, e con sacrosanta decisione sostituite da “genitore 1” e “genitore 2”. Non ho ancora capito, dei due genitori (che in futuro, per evitare queste ambiguità, potrebbero magari essere sostituiti da un genitore solo: speriamo che ciò si possa ottenere, grazie ai progressi della scienza), non ho ancora capito, dicevo, dei due genitori quale è l’1 e quale il 2. Ma questo non c’è bisogno di saperlo adesso, e non è faccenda che attiene alla legge. Sarà di certo oggetto di discussione successiva e non mancherà di essere chiarito nei decreti attuativi. Anch’io, che non mi intendo di leggi, so che l’iter e più o meno questo, e quindi attendo con fiducia.

Con i più distinti e cordiali saluti.

Omar Valentini, Salò



   

 

 

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