Burrasca in casa Kyenge, lei smentisce il marito: “Non sono ricattata dal Pd”

Kyenge

7 dic. – “Le dichiarazioni di Grispino Domenico sono di sua stretta responsabilita’ personale: esprimo il mio rammarico per quanto detto, me ne dissocio completamente, sottolineando che ogni mia scelta politica e personale e’ avvenuta ed avviene in completa autonomia e liberta’ nel rispetto di tutti”.

La smentita arriva da Cecile Kyene, ministro per l’Integrazione ma anche moglie di Grispino e fa riferimento alla pubblicazione oggi, da parte del quotidiano Libero, di un’intervista rilasciata dall’uomo e dal titolo “Il ricatto del Pd a mia moglie Cecile” e dove e’ detto tra l’altro “le hanno fatto firmare un impegno a restituire 34mila euro di spese elettorali, ma la campagna l’ho pagata tutta io”.

Parlando del Pd, l’uomo nell’intervista dice “li ho votati solo perche’ hanno candidato mia moglie. Le sembra un partito di sinistra quello? Matteo Renzi le sembra un politico di sinistra? Per favore”. Domenico Grispino aggiunge che alla moglie “l’addetto stampa le e’ stato imposto dal partito. Era quello dell’ex ministro Cesare Damiano. Il Pd piazza in giro tutti quelli che non riesce a mantenere. Nei gabinetti dei ministeri girano sempre gli stessi nomi con tutti i governi”. E se la moglie non risponde alle domande “e’ colpa del clima che c’e’ nell’entourage. Sono pronti tutti a farti lo sgambetto. E in pochi hanno festeggiato quando e’ stata eletta”. Grispino parla di politica “di m…”.

E sulla campagna elettorale spiega che lui e la moglie Cecile l’hanno fatta, “il partito le diceva dove andare a parlare e lei andava. Ma a spese proprie. Per i tre mesi di campagna ho investito io quasi 2mila euro perche’ inm giro non raccoglieva niente”. E poi aggiunge che dei compensi mensili che la Kyenge percepisce mensilmente, compresa la diaria, “ben duemila euro vanno al Pd”, sottolineando “le hanno fatto firmare un accordo molto generico per presunte spese elettorali con cui lei si impegna , dopo l’elezione a versare al Pd 34mila euro. Ma quali sono queste spese elettorali. Era nel listino. Il partito non le ha dato niente e sono anche stupidi perche’ quei contratti sono atti impugnabili”.



   

 

 

2 Commenti per “Burrasca in casa Kyenge, lei smentisce il marito: “Non sono ricattata dal Pd””

  1. DIMETTITI …E ALLA SVELTA !!!

  2. Da sempre i deputati PCI davano metà stipendio al partito.

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